Lo smart working facilita un uso più maturo dell'AI
Il Sole 24 Ore - Cristina Casadei - 25
I dati dell'Osservatorio del Politecnico di Milano dicono che nel 2026 gli smart worker in Italia sono 3,565 milioni, in lieve calo dello 0,3% rispetto al 2025. Lo smart working resta un fattore importante per attrarre talenti e si integra con l'intelligenza artificiale, favorendo autonomia e responsabilizzazione. Nelle grandi imprese il 94% continuerà ad utilizzarlo, mentre nella PA la diffusione sale al 69%. Nelle PMI, invece, il ricorso al lavoro agile diminuisce, soprattutto dove mancavano accordi strutturati e organizzazioni adeguate. Questa polarizzazione rischia di penalizzare le imprese più piccole nella capacità di attrarre e trattenere personale qualificato. Si diffondono nuove forme di flessibilità, come periodi prolungati da remoto e workation, mentre la settimana corta resta ancora poco frequente.