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Rassegna legale

Fallimento, se il curatore vende i beni accetta l'eredità anche senza nulla osta
Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - Marcello Tarabusi, Leonardo Curatolo - 24


Dall'ordinanza n. 16972 della Corte di cassazione dello scorso 30 maggio emerge che il curatore fallimentare accetta tacitamente una eredità, anche se manca l'autorizzazione del comitato dei creditori, ogni qualvolta compie un atto che riguarda i beni ereditari. Le relative passività costituiscono un debito da soddisfarsi con precedenza rispetto ai creditori concorsuali del fallito, per evitare un indebito profitto di questi ultimi a danno dei creditori del de cuius. L'eredità si considera tacitamente accettata quando il chiamato compie un atto che presuppone la qualità di erede. Per tutti gli atti di straordinaria amministrazione l'eventuale carenza dell'autorizzazione genera una mera annullabilità, azionabile solo dal curatore nell'interesse dei creditori. L'ordinanza 16972 conclude che questa regola vale anche per l'accettazione tacita di eredità che, pertanto, è meramente annullabile e non nulla.

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