Illecite le banche dati sulle condanne
Il Sole 24 Ore - G.Ne. - 32
Non è in linea con la disciplina comunitaria la pubblicazione online, a pagamento, di sentenze di condanna. Per la Corte europea, sentenza causa C 199/24 depositata ieri, a essere giustificato è il solo uso giornalistico: i dati personali sono trattati a 'scopi giornalistici' se il trattamento ha l'obiettivo di informare il pubblico o di condividere opinioni o idee, il contenuto è preparato secondo regole deontologiche o etiche ed è oggetto di un lavoro di redazione o di adattamento, o, quanto meno, si inserisce in una linea editoriale. I fatti presentati devono poi essere stati verificati. La vicenda riguarda una società svedese che gestisce, a pagamento, una banca dati che consente di ricercare persone che sono state imputate in procedimenti penali e di consultare le sentenze di condanna che le riguardano. (Ved. anche Italia Oggi: 'Sentenze on line, va sempre garantito il diritto all'oblio' - pag. 19)