L'Ocse: occupazione ai massimi Ma calerà ancora nel 2026 il potere d'acquisto dei salari
Corriere della Sera - Rita Querzè - 33
Il rapporto annuale sul lavoro dell'Ocse conferma che l'Italia si colloca ai vertici della classifica dei Paesi in cui le retribuzioni diminuiscono di più (peggio di noi fa solo la Nuova Zelanda). Cattive notizie anche sul fronte della produttività: nel periodo 2023-2025 è diminuita dell'1%. Buone notizie, invece, sul fronte della disoccupazione, scesa al 5%. Rispetto al primo trimestre 2021 i salari reali sono scesi del 6,1%. Secondo l'Ocse il calo continuerà nel 2026, con un altro -0,9%. I prezzi, infatti, stanno crescendo più degli stipendi. Sul fronte dell'occupazione i dati dell'organizzazione parigina evidenziano che il tasso si è attestato al 5%, raggiungendo un minimo storico e in linea con la media Ocse (4,9%). (Ved. anche Il Sole 24 Ore: 'Ocse: impatto inflazione sui salari reali, in calo dello 0,9% quest'anno' - pag. 6)