La lista nera Usa non basta per l'esclusione bancaria
Il Sole 24 Ore - Valerio Vallefuoco - 47
Antiriciclaggio. La sentenza Jenec della Corte di giustizia Ue enuncia un principio preciso ma scomodo: una lista di un Paese terzo come quella Ofac, che indica secondo il Dipartimento del Tesoro Usa i soggetti che sono sottoposti a sanzioni economiche e finanziarie statunitensi, non può diventare, dentro l'Unione, una condanna bancaria automatica. Il consumatore legalmente soggiornante nell'Ue ha diritto al conto di pagamento con caratteristiche di base. Quel diritto può arretrare davanti all'antiriciclaggio e al contrasto del terrorismo, ma non può essere sacrificato solo per un riflesso amministrativo. Il punto tecnico è tutto nell'approccio 'risk based' della direttiva 2015/849. La banca deve identificare il cliente, capire scopo e natura del rapporto, calibrare l'adeguata verifica e, se il rischio è alto, applicare misure rafforzate. L'inserimento in una lista Ofac può certamente essere un fattore di rischi. Da solo, però, non è la prova che aprire un conto base violi la normativa antiriciclaggio.