Sanzioni 231 a misura di fatturato Direttiva anticorruzione al voto
Il Sole 24 Ore - Giovanni Negri - 40
Oggi il Parlamento europeo vota la nuova direttiva anticorruzione che imporrà all'Italia una serie di adeguamenti nell'arco dei prossimi due anni. Tra i punti principali c'è la revisione del sistema punitivo a carico delle persone giuridiche per i più gravi reati contro la PA. A dover essere modificata è la stessa impostazione del decreto 231. Al sistema delle quote dovrà essere sostituito un meccanismo basato sul fatturato. Per i reati più gravi, che comprendono la corruzione sia pubblica che privata e l'appropriazione indebita, la sanzione pecuniaria potrà essere prevista fino al 5% del fatturato globale o 40 milioni di euro annui. Per i reati meno gravi, fino al 3% del fatturato o 24 milioni di euro. Sono previste anche sanzioni accessorie come liquidazione giudiziale, chiusura dei locali e pubblicazione delle sentenze. Restano incertezze su abuso d'ufficio e traffico d'influenze, con possibili vuoti di tutela rispetto agli obiettivi Ue. Definiti anche termini di prescrizione più lunghi che gli Stati dovranno adottare.