Pensione più lontana dal 2027 ma non per tutti
Il Sole 24 Ore - Matteo Prioschi, Fabio Venanzi - 42
L'Inps, con la circolare n. 28/2026, pubblicata ieri, ha fornito le indicazioni sui destinatari dell'applicazione graduale della speranza di vita a fronte del fatto che il dm 19 dicembre 2025 ha ufficializzato la speranza di vita in più di tre mesi, ma la legge di Bilancio 2026 ha previsto un'applicazione graduale, con un mese dal 2027 e ulteriori due mesi dal 2028. Per effetto di queste novità, per la generalità dei lavoratori, i requisiti per la pensione di vecchiaia, ad esempio, passeranno dagli attuali 67 anni di età a 67 anni e un mese l'anno prossimo e a 67 anni e tre mesi dal 2028, sempre con 20 anni di contributi. Per la pensione anticipata ordinaria, invece, per gli uomini serviranno 42 anni e 11 mesi nel 2027 e 43 anni e un mese nel 2028. Alle donne è richiesto invece un anno in meno. L'aumento dei requisiti non vale per gli addetti ad attività usuranti.
Appello ai magistrati pensionati per diminuire i tempi delle cause
Il Sole 24 Ore - Giovanni Negri - 43
Il decreto Pnrr prevede il coinvolgimento di magistrati ordinari in pensione per smaltire l'arretrato dei processi civili. Possono presentare domanda per diventare magistrati ausiliari e lavorare negli uffici giudiziari più in difficoltà. L'obiettivo è contribuire alla riduzione del 40% della durata dei processi, anche se finora il calo registrato è del 27,8%. Saranno nominati fino a 200 magistrati, assegnati a 48 uffici giudiziari fino al 31 dicembre 2026. Il compenso è di 200 euro per procedimento definito, con un massimo di 100 casi. L'attività svolta deve essere certificata dal capo dell'ufficio giudiziario. Sono esclusi i candidati con condanne penali o gravi sanzioni disciplinari e i magistrati in pensione con più di 75 anni.
Il danno del giudice va chiesto alla Giustizia
Il Sole 24 Ore - G.Ne. - 43
La Cassazione penale, con la sentenza n. 8551, chiarisce che l'azione per il risarcimento dei danni derivanti da reato provocati da un magistrato nell'esercizio delle proprie funzioni deve essere esercitata nei confronti del ministero della Giustizia e non della presidenza del Consiglio. La disciplina prevista dall'art. 4 della legge n. 117/1988, che prevede la legittimazione passiva della Presidenza, ha natura speciale rispetto alle regole ordinarie e si riferisce specificamente all'azione risarcitoria dei danni da illecito civile provocati dal magistrato con una condotta non qualificabile come reato.
Sulla nuova geografia delle Corti tributarie due pareri sul piano Mef
Il Sole 24 Ore - I.Cimm. - 43
Spetterà al Plenum straordinario del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria decidere oggi quale dei due pareri votare sul piano del Ministero dell'Economia: sopprimere 22 corti di primo grado su 103 e ridisegnare la geografia della giustizia fiscale. La posta in gioco è la modifica del Dlgs 545/1992, la norma che regge l'architettura della giurisdizione tributaria. Il cambio di paradigma è radicale: si supera il criterio storico che lega ogni sede a una provincia. Nella proposta del Mef, le nuove Corti avranno competenza interprovinciale, con la distanza fisica che scala di importanza considerato che ormai il processo telematico e le udienze da remoto sono diventate la norma. Il voto del Consiglio non è vincolante ma il peso politico è reale.
Composizione, misure protettive compatibili con la sospensione temporanea dell'attività
Il Sole 24 Ore - Filippo D'Aquino, Gianluca Minniti - 44
Con la sentenza dello scorso 4 febbraio il Tribunale di Mantova ha chiarito alcuni aspetti delle misure protettive e cautelari nella composizione negoziata della crisi. Ha stabilito che tali misure sono compatibili anche con una temporanea sospensione dell'attività produttiva, se finalizzata a evitare perdite e favorire il risanamento. Il piano non deve essere già completo, purché esista un progetto credibile di superamento della crisi. Il giudice ha inoltre vietato alla banca di escutere la garanzia pubblica di Mediocredito Centrale, perché ciò aggraverebbe il passivo e ostacolerebbe le trattative. L'esclusione trasformerebbe infatti il credito da chirografario a privilegiato e potrebbe complicare il negoziato. Respinta, invece, la richiesta di bloccare i pagamenti del Fondo Mcc perché ritenuta superflua. La decisione rafforza il ruolo del giudice naturale nel tutelare lo spazio negoziale e il processo di risanamento dell'impresa.
Al tribunale spetta la scelta del liquidatore giudiziale
Il Sole 24 Ore - Filippo D'Aquino, Gianluca Minniti - 44
Con la sentenza del 25 novembre 2025 il Tribunale di Pescara ha confermato che il Codice della crisi ha di nuovo spostato il baricentro verso il tribunale al quale spetta il compito di scegliere il liquidatore giudiziale nel concordato preventivo. Il Codice della crisi rafforza dunque il controllo giudiziale rispetto alle vecchia legge fallimentare, che dava maggior peso alle indicazioni del debitore. Il liquidatore deve essere indipendente, competente e imparziale, agendo nell'interesse dei creditori e non come alter ego del debitore. La nomina è oggi un potere autonomo del tribunale, esercitato secondo criteri di professionalità e trasparenza. Il professionista nominato deve comunque rispettare il compito previsto dal piano omologato.
Paga per il crollo il direttore lavori che non controlla qualità dei materiali
Italia Oggi - Dario Ferrara - 23
Inflitta la condanna per omicidio colposo al direttore dei lavori che non ha controllato la qualità dei materiali impiegati nell'opera. Il crollo della struttura ha causato la morte di due operai. Proprio l'aggravante della violazione delle norme antinfortunistiche esclude la prescrizione del reato: sono le norme tecniche per le costruzioni, infatti, a imporre verifiche specifiche sulla resistenza e l'affidabilità dei materiali preesistenti. Nella decisione dei giudici ha pesato l'aver adottato soluzioni progettuali non idonee a garantire la stabilità delle opere. Risponde dello stesso reato il direttore tecnico di cantiere dell'impresa appaltatrice. Così la Cassazione penale nella sentenza n. 9518 del 12 marzo 2025.
Agenti locali, bodycam e bastoni
Italia Oggi - Enrico Santi - 23
Via libera della relatrice Montaruli agli emendamenti sul ddl di riforma della polizia locale. Tra questi i più importanti riguardano le dotazioni di strumenti: bodycam e bastoni estensibili diventano dotazioni obbligatorie degli agenti di polizia locale. A questi si aggiungono altre dotazioni come dpi, giubbotti balistici, dispositivi di autocontrollo e radio digitali. Le Amministrazioni comunali saranno tenute alla redazione del documento di valutazione dei rischi derivanti da aggressioni fisica, colluttazione e minaccia a mano armata connessi allo svolgimento di Tso e Aso, posti di controllo, rilievo di sinistri stradali, operazioni di contrasto al degrado urbano e delle sostanze stupefacenti.
Le spese di giudizio dribblate
Italia Oggi - Dario Ferrara - 27
Con l'ordinanza n. 5177 del 2026 la Corte di cassazione, sezione civile, ha stabilito che al difensore non spetta di pagare le spese di giudizio per la procura alle liti che è solo invalida. In particolare, è esclusa l'inesistenza dell'atto per la causa promossa dal beneficiario dell'amministrazione di sostegno senza l'autorizzazione del giudice cautelare: in caso di invalidità o di sopravvenuta inefficacia della procura alle liti, l'atto, per quanto nullo, determina comunque l'instaurazione di un rapporto processuale con la parte rappresentata, il che esclude la condanna del legale in proprio a pagare le spese di giudizio. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso del professionista ed esclusa la condanna al pagamento delle spese.
Il rating di legalità dura tre anni
Italia Oggi - Bruno Pagamici - 29
Rating di legalità. Da ieri è in vigore il nuovo regolamento che estende da due a tre anni dal rilascio la validità dell'indicatore sintetico rilasciato dall'Agcom ovvero dall'autorità che certifica il rispetto di elevati standard di legalità da parte delle imprese, e concede premialità aggiuntive per chi ha già ottenuto il rinnovo del rating. Per contro, il nuovo regolamento attuativo che riformula in modo organico l'intera disciplina dei requisiti di accesso, prevede un inasprimento delle clausole ostative attraverso specifici dettagli in materia di reati: tributari, salute e sicurezza, usura/estorsione, bancarotta, misure prefettizie/giudiziarie, illeciti antitrust, consumeristici, revoche di finanziamenti pubblici non restituiti, violazioni retributive/contributive/assicurative, provvedimenti Anac con preclusioni alla contrattazione pubblica con indicazione di periodo e condizioni di riammissibilità.