L'Istat: pressione fiscale al 43,5%
Corriere della Sera - Massimiliano Jattoni Dall'Asén - 39
Nel secondo trimestre dell'anno i dati dell'Istat evidenziano che l'economia dell'Italia migliora, ma si riducono i margini delle famiglie. La pressione fiscale cresce al 43,5% del Pil, mezzo punto di percentuale in più rispetto ad un anno fa, mentre il prodotto interno lordo cresce dello 0,2% rispetto ai primi tre mesi del 2026 e dell'1% su base annua. Il prelievo aumenta anche nell'intero semestre: raggiunge il 40,2% del Pil, contro il 39,8% dello stesso periodo del 2025. Ma alla crescita dell'economia non corrisponde, nel trimestre, un miglioramento del potere d'acquisto delle famiglie. Se il reddito disponibile aumenta dello 0,4% rispetto ai primi tre mesi dell'anno, contemporaneamente cresce dell'1,7% la spesa per consumi. Le uscite, dunque, aumentano più delle entrate e lasciano meno spazio al risparmio. A comprimere i bilanci delle famiglie è l'aumento dei prezzi: sale dell'1,4% il deflattore dei consumi. Il risultato è una perdita dello 0,9% in termini reali.