Il fisco disconosce il trust con poteri al disponente
Il Sole 24 Ore - Angelo Busani - 38
Lo scorso 20 marzo è entrato in vigore l'ottavo emendamento alla legge sui trust di Jersey con il quale viene ribadito che un trust resta valido anche se il disponente mantiene alcuni poteri. La normativa, in particolare l'art. 9A, chiarisce che tali poteri non compromettono né la validità né l'efficacia del trust. La riforma del 2026 rafforza ulteriormente questo principio, estendendolo anche alle partecipazioni societarie e al ruolo del disponente nelle società collegate. In Italia, però, l'approccio fiscale è diverso: la presenza di poteri in capo al disponente è spesso vista come indice di interposizione e quindi di inesistenza fiscale del trust. L'Agenzia delle Entrate ritiene infatti che, senza un reale spossessamento e con un trustee condizionato, il trust non sia autonomo. Anche recenti interpretazioni confermano questa linea. Ne emerge un netto divario: ciò che a Jersey è compatibile con un trust valido, in Italia può essere considerato sintomo di controllo e quindi di inefficacia fiscale.