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Rassegna fiscale

In pensione con il taglio
Corriere della Sera - Enrico Marro - 7


Oggi si terrà il Consiglio dei ministri. Probabilmente si parlerà della Nota di aggiornamento al Def che il governo dovrà approvare entro giovedì. Conterrà le nuove stime di crescita del Pil e gli obiettivi di deficit e debito, cioè la cornice della legge di Bilancio 2019. In merito alle pensioni si pensa ad un taglio tra l'1 e l'1,5% per ogni anno di anticipo rispetto ai 67 anni. La Nota di aggiornamento dovrà indicare anche cosa il governo intende fare per attuare il programma e cioè flat tax, reddito di cittadinanza e riforma Fornero. Non mancano le tensioni. I 5 Stelle accusano il Mef di non trovare i 10 miliardi che servono per il reddito di cittadinanza. Per coprire la spesa si punta sul reddito d'inclusione e sul riordino di altre voci destinate all'assistenza. Il Movimento propone anche il taglio della deducibilità degli interessi passivi per banche e assicurazioni, il taglio delle agevolazioni per i settori inquinanti e l'aumento delle royalties sull'estrazione del petrolio.

La flat tax aiuta chi guadagna di più: parola di chi ce l'ha
Corriere della Sera - Isidoro Trovato - 7


Eca Italia (società di consulenza per la gestione del personale espatriato) ha confrontato il regime fiscale attualmente in vigore in Italia con quello dei Paesi in cui la flat tax è in vigore (Russia). Lo studio comparativo mette a confronto redditi da 25mila a 160mila euro di single e famiglie con due figli. Attualmente in Italia, nel caso di redditi pari a 25mila euro, l'aliquota media reale si attesta al 16% mentre per i redditi da 160mila euro l'impatto fiscale è pari al 39,68%. Confrontando l'attuale sistema fiscale italiano e quello delle nazioni che applicano la flat tax la conclusione è che in Italia, con un sistema antitetico alla flat tax, sono favoriti, in proporzione, i redditi più bassi. E' dunque ragionevolmente vero che la flat tax tende a favorire i livelli di reddito più alti, a prescindere da eventuali carichi familiari. I sostenitori della flat tax ritengono che i contribuenti con redditi medio alti, grazie a una tassazione più leggera, avrebbero più disponibilità di denaro e aumenterebbero i consumi.

La cedolare sui negozi punta a 770mila locali sfitti
Il Sole 24 Ore - Dario Aquaro e Cristiano Dell'Oste - 2


Sono oltre 770mila i negozi di privati sfitti. Le statistiche ufficiali dicono che un negozio su due non è affittato. A questo bacino pensa il Governo con la proposta di introdurre dal 2019 una cedolare secca sugli affitti commerciali. Tra calo dei canoni e peso del prelievo ordinario, in molte città italiane l'affitto di un negozio rende meno rispetto a quello di una casa. L'idea di una flat tax commerciale ha l'intento di combattere l'abbandono di intere vie colpite dalla crisi, più che favorire l'emersione degli affitti in nero. Le scorse settimane anche la Lega ha appoggiato l'iniziativa volta a inserire la tassa piatta nella legge di Bilancio. Venerdì scorso il sottosegretario al Mef, Massimo Bitonci, ha precisato che l'obiettivo è applicarla solo ai nuovi contratti, così da azzerare il costo per l'Erario, altrimenti stimato in 900 milioni di euro.

Flat tax anche alle case locate dalle aziende
Il Sole 24 Ore - C.D.O. - 2


L'Ance, l'associazione nazionale dei costruttori edili, nel suo libro bianco, chiede di estendere la cedolare secca agli immobili affittati a canone concordato da imprese, cooperative e società e permettere a questi soggetti di dedurre le spese di manutenzione delle abitazioni. Il volume, che sarà presentato a Roma, punta a delineare una nuova fiscalità come leva per lo sviluppo e la rigenerazione delle città, dice il vicepresidente Ance, Marco Dettori. Che aggiunge: 'Solo con strumenti che favoriscano equità e sostenibilità potremo rispondere alle esigenze di cittadini e rimettere in moto l'economia. La legge di Bilancio 2019 sarà il banco di prova per trasformare il fisco da strumento vessatorio a leva per la crescita, il benessere e lo sviluppo'.

Registro sulla cessione d'azienda: sì al calcolo che conteggia i debiti
Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - Angelo Busani - 17


Il valore delle passività aziendali, di cui l'acquirente dell'azienda si fa carico, può essere dedotto, per calcolare la base imponibile dell'imposta di registro, dal valore delle attività aziendali oggetto di trasferimento? L'azienda è una delle poche situazioni nelle quali all'identificazione dell'entità concorrono componenti di valore positivo e negativo. Chi compra un edificio, ad esempio, non è responsabile delle obbligazioni contratte dal venditore su quel bene. Se Tizio vende a Caio un appartamento ristrutturato Caio non è responsabile per i lavori di ristrutturazione non pagati all'impresa che ha eseguito l'opera. Se invece Tizio vende a Caio un'azienda è naturale che Caio risponda dei debiti aziendali. L'acquirente risponde dei debiti che emergono dalle scritture contabili. Per questo motivo quando si calcola il valore di un'azienda si deve sottrarre il valore delle componenti passive dal valore delle componenti attive. La Cassazione, tuttavia, in varie occasioni ha deciso l'esatto contrario. La Ctp di Modena contesta alla Cassazione di non aver considerato l'accollo come modalità di pagamento del prezzo.

La fattura elettronica non prova il contratto
Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - Alessandro Mastromatteo e Benedetto Santacroce - 18


Molti si interrogano sul valore giuridico della fattura elettronica. Valore che non cambia in ragione dello strumento di produzione, cartaceo o elettronico che sia. E' pacifica la posizione della giurisprudenza di legittimità, oltre che di merito, circa il valore probatorio della fattura in relazione alla valida costituzione del rapporto giuridico certificato dal documento fiscale. Con la sentenza n. 9542 del 18 aprile 2018 la Cassazione ha affermato che la fattura commerciale si inquadra fra gli atti giuridici a contenuto partecipativo: in pratica, consiste nella dichiarazione, indirizzata all'altra parte, di fatti concernenti un rapporto già costituito. In caso di contestazioni la fattura non può costituire valido elemento di prova delle prestazioni eseguite, ma, al più, un mero indizio. Dunque, non è la fattura a determinare la sussistenza e la validità di un rapporto commerciale già formato e giuridicamente vincolante.

Registri, relazioni e bollino del revisore: carte in regola per la formazione 4.0
Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - Giorgio Gavelli e Riccardo Giorgetti - 21


Restano pochi giorni (salvo proroghe) per sostenere le spese in attività di formazione del personale dipendente, per acquisire le competenze nelle tecnologie '4.0' e accedere all'incentivo. Il credito d'imposta, infatti, riguarda le spese sostenute nel 2017. I requisiti sono indicati nella legge 205/2017 e nel decreto del Mise dello scorso 4 maggio. Predisporre correttamente i giustificativi di spesa e gli altri documenti necessari evita il successivo recupero gravato da sanzioni e interessi. Per le sole imprese non soggette a revisione legale, le spese sostenute per adempiere all'obbligo di certificazione della documentazione contabile sono riconosciute in aumento del credito d'imposta, fino a 5mila euro e nel rispetto del limite complessivo di 300mila euro. Il decreto assoggetta l'uso in F24 del credito d'imposta non solo all'inizio del periodo d'imposta successivo, ma, esplicitamente, 'all'avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione'. La data (certa) di quest'ultima, pertanto, deve precedere la monetizzazione del bonus. Per il credito d'imposta è decisiva una dettagliata attestazione delle attività.

Metodo 'blindato' per il transfer pricing
Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - Massimo Bellini e Enrico Ceriana - 22


Per contestare i prezzi di trasferimento l'Agenzia delle Entrate deve motivare l'utilizzo di un metodo diverso da quello adottato dal contribuente. Ad affermarlo la Ctr Lombardia con la sentenza 1648/2/18. La lite era nata da una ripresa per gli anni di imposta 2011 e 2012 sul valore di libera concorrenza delle cessioni di beni da una società italiana alle proprie consociate estere. Negli anni oggetto di verifica la contribuente era in condizioni di difficoltà avendo conseguito perdite per vari esercizi. I risultati negativi andavano attribuiti esclusivamente a fattori di mercato; la società aveva esibito documenti da cui emergeva l'interruzione dei rapporti con clienti ed i bilanci di concorrenti, anch'essi in perdita. Secondo la società per valutare la congruità dei prezzi di trasferimento si doveva applicare il metodo del Cup (confronto di prezzo). I giudici tributari d'appello hanno contestato la valutazione utilizzata dalle Entrate sostenendo che va sempre motivata l'adozione di criteri diversi da quelli dell'impresa.

La casa per ferie della fondazione è soggetta all'Imu
Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - Luigi Lovecchio - 22


Tributi locali. L'immobile adibito a casa per ferie non è esente dall'Imu se il prezzo praticato non è simbolico ma in linea con quello di mercato. A chiarirlo la Ctp di Sondrio con la sentenza 70/2018. Il caso analizzato riguardava l'imposta municipale unica (o imposta municipale propria) dovuta per una pluralità di annualità da una fondazione proprietaria di un immobile adibito a casa per ferie. Nel ricorso si evidenziava la natura non commerciale della fondazione e che l'attività era esercitata secondo modalità non commerciali. I giudici tributari di primo grado hanno rigettato il ricorso per l'insussistenza di entrambi i requisiti. Per convincere la Corte è stata determinante l'applicazione di un canone a prezzi di mercato.

Associazioni sportive: il Fisco deve vagliare statuti e pagamenti
Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - Ferruccio Bogetti e Gianni Rota - 22


La Commissione tributaria provinciale di Varese, con la sentenza 219-3-18, ha sostenuto che per sancire la perdita della qualifica non commerciale di un'associazione sportiva dilettantistica l'Amministrazione è chiamata ad effettuare un adeguato vaglio istruttorio. Intanto il perfezionamento giuridico e fiscale della natura sportivo-dilettantistica discende dall'adozione dello statuto sociale. Poi la verifica fiscale del corretto godimento delle agevolazioni deve concernere la regolare applicazione dello statuto sociale, l'approvazione del rendiconto annuale e la tracciabilità dei pagamenti. Infine, in caso di revoca della qualifica di associazione sportiva dilettantistica l'Amministrazione è chiamata a provare che 'non sia possibile dimostrare altrimenti la vera natura non profit dell'attività in concreto svolta'.

Attivo, ricavi e addetti decidono i controlli nel Terzo settore
Il Sole 24 Ore - Norme e Trib. - Maurizio Postal e Matteo Pozzoli - 24


Terzo settore. I controlli dipendono dalle dimensioni degli enti. Va in questa direzione il sistema dei controlli dopo la riforma degli enti Ets. Due i livelli: verifiche effettuate sull'ente da 'controllori' qualificati; controlli pubblici. I controlli 'professionali' dell'organo di controllo scattano quando vengono superati per due esercizi consecutivi due dei tre parametri stabiliti dall'art. 30 del Codice del terzo settore, salvo per le fondazioni e gli enti che presentano patrimoni destinati, per i quali l'organo di controllo interno è sempre obbligatorio. Le associazioni del Terzo settore sono tenute ad avere un organo di controllo interno quando superano determinati limiti per due esercizi consecutivi. L'attività di controllo verte sull'attività di vigilanza tipica dei sindaci delle società di capitali a cui si aggiungono ulteriori verifiche sul perseguimento delle finalità degli Ets. I controlli pubblici coinvolgono, invece, i notai, l'ufficio del Registro, le reti associative nazionali, i Centri di servizio per il volontariato e l'Amministrazione finanziaria per i controlli di natura fiscale. (Ved. anche Italia Oggi: 'Ets, maggioranze variabili' – pag. 7)

Commercialisti, aumenta il numero di studi individuali
Italia Oggi - Tommaso Di Nardo - 3


La Federazione nazionale commercialisti presenta un'indagine statistica sull'evoluzione della professione a sei anni di distanza dal precedente studio. Il documento che sarà presentato oggi a Milano rappresenta i dati relativi all'esercizio della professione, alla tipologia di studio, alle specializzazioni professionali, alle dimensioni degli studi per addetti, fatturato e al posizionamento dello stesso rispetto alle attività rappresentate dall'assistenza e dalla consulenza contabile e fiscale della clientela. I dati sulla tipologia di studio mostrano tutti i limiti delle forme aggregative di studio professionale rappresentate dagli studi associati e dalle società tra professionisti. La maggior parte dei partecipanti all'indagine ha indicato quale tipologia di studio prevalente quella di studio individuale.

Detrazioni Iva da rettificare in base all'utilizzo dei beni
Italia Oggi - Franco Ricca - 9


Per assicurare il rispetto del principio dell'inerenza, l'importo della detrazione Iva operata all'atto dell'acquisto di beni e servizi, deve essere corretto qualora risulti superiore o inferiore rispetto a quello cui si ha diritto. A tal fine, nel sistema è previsto il meccanismo della rettifica della detrazione, che si rende necessario per il fatto che, da un lato, il diritto alla detrazione va esercitato dal soggetto passivo immediatamente e integralmente al momento dell'acquisto, sulla base di una 'valutazione prospettica' circa il successivo impiego dei beni e servizi acquistati; dall'altro lato, però, la detrazione spetta soltanto se tali beni e servizi sono effettivamente impiegati per svolgere un'attività economica dalla quale derivino operazioni imponibili o assimilate. Da qui l'esigenza di disposizioni atte a disciplinare l'eventualità in cui la previsione sulla quale il soggetto si è inizialmente basato per stabilire se e in che misura esercitare la detrazione dell'imposta non trovi poi corrispondenza con l'utilizzazione effettiva dei beni e dei servizi.

Il Vies è una questione di forma
Italia Oggi - Franco Ricca - 13


Per la Corte di giustizia europea l'iscrizione al Vies è un requisito formale che non può pregiudicare l'esenzione Iva in presenza dei requisiti sostanziali della cessione intracomunitaria. Salvo che vi siano indizi di frode. E' su questa eccezione che si basa la recente ordinanza della Cassazione (n. 21102 del 24 agosto 2018) che ha rigettato le doglianze di una società avverso la sentenza della Ctr confermativa dell'accertamento dell'ufficio delle Entrate, che aveva recuperato l'Iva su una cessione intracomunitaria nei confronti di un operatore spagnolo non iscritto al Vies in quanto la società cedente non aveva provato l'avvenuto pagamento dell'imposta da parte del cessionario nel paese di destinazione. L'ordinanza offre lo spunto per richiamare l'attenzione sul fatto che se è vero che il regime autorizzatorio sulle operazioni intraUe, mediante la convalida della posizione Iva nel c.d. archivio Vies, è stato ridimensionato al rango di requisito formale, esso non è stato però cancellato.

Spese sanitarie, requisiti doc per la detrazione e i controlli
Italia Oggi - Francesco Campanari - 15


La scorsa settimana l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito internet la Guida fiscale sulle spese sanitarie. Nella Guida vengono fornite le principali indicazioni ai contribuenti sulle varie tipologie di spesa agevolabili, sui limiti alla detrazione in presenza di particolari condizioni e, soprattutto, sulla documentazione da conservare in vista di eventuali controlli. Rientrano all'interno delle spese mediche generiche i certificati medici per usi sportivi e per la patente oltreché quelle per la medicina omeopatica. Sarà necessario conservare la ricevuta fiscale o la relativa fattura. Per l'acquisto di farmaci, medicinali omeopatici e specialità medicinali, la spesa dovrà essere certificata da fattura o scontrino fiscale 'parlante' e, in entrambi i casi, dovranno essere specificati natura, qualità e quantità del prodotto acquistato oltreché codice fiscale del soggetto acquirente. Per le prestazioni mediche specialistiche serve la ricevuta fiscale o la fattura. Se la prestazione è resa nell'ambito del Ssn è necessaria la ricevuta fiscale del ticket.

Spese estere, detrazione piena
Italia Oggi - Lorenzo Tosoni - 16


Per lo scomputo fiscale delle spese sanitarie sostenute all'estero si deve tenere conto del costo necessario per la traduzione della documentazione se questa è redatta in lingua straniera. E' quanto prevede la disciplina della traduzione delle spese mediche sostenute all'estero. Come accade per le spese sostenute in Italia, per usufruire della detrazione Irpef del 19% dell'importo eccedente la franchigia di 129,11 euro è necessario indicare le spese nella dichiarazione dell'anno in cui sono state sostenute e documentate. Se i documenti originali sono in inglese, francese, tedesco e spagnolo la traduzione potrà essere eseguita dallo stesso contribuente. In tutti gli altri casi sarà necessaria una traduzione giurata. Non sono mai detraibili i costi di trasferimento e soggiorno anche se sostenuti dal contribuente per motivi di salute.

Dividendi, tassazione in chiaro
Italia Oggi - Sandro Cerato - 17


La Federazione nazionale commercialisti, con il documento dello scorso 14 settembre, fornisce indicazioni sulla tassazione dei redditi da partecipazioni qualificate. A partire dal 2018 gli utili distribuiti dalle società di capitali ma deliberati entro il 31 dicembre 2017, rientrano nella disciplina transitoria prevista nella legge di Bilancio 2018. La legge 205/2017 ha inoltre previsto che per gli utili percepiti dallo scorso 1°gennaio non è prevista più alcuna distinzione tra partecipazioni qualificate e non qualificate, poiché la tassazione del dividendo è sempre soggetta all'imposta sostitutiva del 26%. Il regime transitorio è finalizzato all'applicazione delle regole precedenti in relazione alla distribuzione delle riserve presenti nei patrimoni netti delle società di capitali e sulle quali è stata corrisposta l'Ires in misura differenziata in funzione dell'anno di maturazione. Le società di capitali hanno cinque anni per 'smaltire' le riserve maturate fino al 31 dicembre 2017 e applicare le regole previgenti.