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Rassegna fiscale

La corsa delle entrate sostiene i conti: nel 2024 sono 24,7 i miliardi in più
Il Sole 24 Ore - Gianni Trovati - 3


La corsa delle entrate dà ossigeno ai conti pubblici e allontana il timore di una manovra correttiva. Questo, anche se le spese aggiuntive non mancano. I numeri dettagliati dell'assestamento di bilancio arrivato all'esame dell'Aula della Camera mostrano una fotografia aggiornata dei saldi di finanza pubblica. In ogni caso resta complicato lo scenario per la manovra di autunno ma le cose potrebbero cambiare. Molto dipenderà dall'autoliquidazione di fine mese, con i tempi supplementari di fine agosto. Rispetto alle previsioni iniziali di bilancio di quest'anno sono 24,653 i miliardi di entrate finali aggiuntive. L'aggiornamento al rialzo dipende da due fattori: l'assestamento prima di tutto accoglie i dati scritti nell'ultimo Documento di economia e finanza, che già prospettavano una crescita significativa delle entrate, e tiene poi conto delle dinamiche del gettito effettivo fotografato ogni mese dai bollettini del Dip. delle Finanze.

Il visto di conformità resta precluso ai tributaristi
Il Sole 24 Ore - Giovanni Parente - 32


Con la sentenza n. 144/2024 la Corte costituzionale ha stabilito che resta precluso ai tributaristi il visto di conformità sulle dichiarazioni dei redditi e sull'Iva. Rigettata la richiesta della Lapet di allargamento anche ai tributaristi. Richiesta che aveva portato il Consiglio di Stato a sollevare dubbi sull'articolo 35, comma 3, del Dlgs 241/1997 rispetto agli articoli 3,41 e 117, comma 1, della Costituzione. Al di fuori del responsabile del Caf, resta pertanto valida l'elencazione dei professionisti abilitati contenuta nelle sole lettere a) e b) dell'articolo 3, comma 3, del Dpr 322/1998. Ossia gli iscritti negli Albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei periti commerciali e dei consulenti del lavoro (lettera a) e i soggetti iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle Camere di commercio per la sub-categoria di tributi, in posseso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria (lettera b). Per la sentenza la scelta operata dal legislatore non è sproporzionata in quanto una disciplina meno restrittiva non offrirebbe le medesime garanzie di affidabilità. (Ved. anche Italia Oggi: 'Visto di conformità riservato' - pag. 39)

Commercialisti: nella riforma più attenzione ai giovani
Il Sole 24 Ore - Federica Micardi - 32


La nuova bozza di riforma dell'ordinamento dei commercialisti dà più attenzione ai giovani. Il nuovo decreto legislativo contiene il principio di parità generazionale e riporta un elenco più dettagliato delle attività tipiche della professione. La nuova stesura distingue tra le attività riservate in base a norme di legge e le attività tipiche, ovvero quelle attività che i commercialisti possono svolgere perché possiedono le competenze tecniche necessarie. Aggiunte le funzioni di vigilanza e le attività consulenziali. Più spazio ai giovani nella partecipazione attiva agli organismi di categoria, grazie alla riduzione da 5 a 3 anni di anzianità di iscrizione per l'elettorato passivo alla carica di consigliere. Nella formazione delle liste per l'elezione del Consiglio dell'Ordine e del Consiglio dei revisori, accanto alla parità di genere è stato introdotto il principio di parità generazionale a tutela degli under 45. Riconosciuto un compenso al tirocinante per l'attività svolta per conto dello studio. (Ved. anche Italia Oggi: 'Competenze doc per i commercialisti' - pag. 39)

Zes unica, molte richieste e il tax credit si riduce
Il Sole 24 Ore - Roberto Lenzi - 33


A seguito del primo riparto operato dall'Agenzia delle Entrate, scende dal 60% a poco più del 15% il credito d'imposta alle piccole imprese per investire nella Zes unica del Mezzogiorno. Gli incentivi resteranno a chi avrà comunque realizzato gli investimenti, a prescindere dal credito d'imposta. Le imprese che andranno avanti con gli investimenti potranno contare sulla risorse in più che arriveranno ad investimenti completati, quando a febbraio 2025 altri avranno rinunciato all'incentivo e le risorse saranno di nuovo ripartite. Questo è il risultato del nuovo meccanismo che prevede una prima prenotazione delle risorse con riparto a favore di tutti i richiedenti. Il provvedimento delle Entrate del 22 luglio 2024, preso atto che l'ammontare complessivo dei crediti d'imposta richiesti in base alle comunicazioni validamente presentate è risultato di oltre 9,4 miliardi, a fronte di 1,67 miliardi disponibili, ha stabilito che la percentuale del credito d'imposta effettivamente fruibile da ciascun beneficiario è di 17,6668% dell'importo richiesto. (Ved. anche Italia Oggi: 'Zes Unica, il bonus fruibile è il 17,7% del richiesto' - pag. 35)

L'incentivo all'esodo oltre il milione con fisco ridotto per gli impatriati
Il Sole 24 Ore - Antonio Longo - 33


Dalla risoluzione n. 40/E/2024 dell'Agenzia delle Entrate emerge che la quota parte di incentivo all'esodo superiore a un milione di euro beneficia della detassazione per i lavoratori impatriati direttamente in busta paga. Una banca deve corrispondere somme transattive e di incentivo all'esodo a tre dipendenti, i quali beneficiano del regime speciale per i lavoratori impatriati. L'istanza di interpello riguarda l'applicabilità di questo regime alle indennità di cessazione del rapporto di lavoro. Secondo l'articolo 17 del Tuir, tali somme sono tassate separatamente fino a un milione di euro e al regime ordinario per l'eccedenza. I dipendenti possono rivolgersi all'ufficio delle Entrate per la riliquidazione dell'imposta dovuta. In merito alla soglia eccedente un milione il regime speciale impatriati troverebbe diretta applicazione, con la conseguenza che la banca potrebbe operare le ritenute di imposta avendo a riferimento l'imponibile in misura ridotta. (Ved. anche Italia Oggi: 'Tassa per impatriati' - pag. 32)

Salva casa, oggi in Senato parte l'ultima volata verso l'ok definitivo
Il Sole 24 Ore - Giuseppe Latour - 34


A tempo di record, ieri, la commissione Ambiente del Senato ha licenziato la legge di conversione del decreto Salva casa. Il testo, oggi, approderà in Aula, a Palazzo Madama per il via libera definitivo. Per stringere ancora i tempi, probabile anche qui il ricorso al voto di fiducia. Questo, in quanto il 28 luglio scadono i termini per la conversione. Di fatto, la fisionomia del decreto legge n. 69/2024 è intoccabile. Resta, così, l'impianto di sette sanatorie che si sono sommate tra la prima versione del decreto e il passaggio alla Camera. Ci sarà la possibilità di sanare le difformità parziali, le variazioni essenziali, le tolleranze costruttive, esecutive e quelle legate ai requisiti igienico sanitari. Ma ci sarà anche la possibilità di regolarizzare le varianti ante 1977 e le difformità non contestate in fase di rilascio dell'agibilità dell'immobile. Saranno agibili anche gli immobili con altezze di 2,40 m e superfici di 20 mq per i monolocali e di 28 mq per i bilocali.

Rottamazione al 15 settembre
Italia Oggi - Ezio Stellato - 29


I tecnici del min. Economia e dell'Agenzia delle Entrate sono al lavoro per prorogare la prossima scadenza del 31 luglio della rottamazione. Probabile un rinvio al 15 settembre. Si lavora anche al ripescaggio delle rottamazioni decadute e la messa a terra di una nuova rottamazione che includa i carichi affidati al 31 dicembre 2023. Per la quinta rata della rottamazione-quater è dunque in fase di predisposizione una mini proroga che dal 31 luglio 2024 faccia slittare la scadenza ai primi giorni di settembre. Sempre per settembre si sta valutando la possibilità di attivare una nuova rottamazione che si estenda ai carichi affidati fino al 31 dicembre 2023. Naturalmente tutto dipenderà dalle coperture di bilancio. La decisione sarebbe mossa dagli incassi gradualmente decrescenti della Rottamazione-quater.

Al contribuente difesa rafforzata
Italia Oggi - Dario Ferrara - 32


Nell'ordinanza n. 18824 dello scorso 10 luglio la Corte di cassazione ha eliminato il divieto di produrre documenti nelle fasi successive alla verifica in azienda. La parte privata, dunque, può produrre nel giudizio contro il Fisco fatture che pure non ha mostrato alla Guardia di Finanza nel corso della verifica. Spetta al giudice tributario valutare se i documenti depositati sono regolari e risulta credibile la dichiarazione dell'interessato che afferma di non aver potuto adempiere la richiesta del Fisco per una causa a lui non imputabile. La norma che vieta di prendere in considerazione a favore del contribuente documenti che non sono stati forniti durante gli accessi del Fisco deve essere interpretata in modo da non comprimere il diritto di difesa del contribuente e obbligarlo dunque a pagamenti non dovuti.

Proroga ai Paperoni
Italia Oggi - - - 32


L'Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 159/2024 ad un interpello, ha chiarito che chi ha beneficiato del regime per Paperoni sui redditi prodotti all'estero, ed è rientrato in Italia prima del 30 aprile 2019 dove ha optato per il regime degli impatriati può godere della proroga di 5 anni di quest'ultima agevolazione. L'Amministrazione finanziaria fa riferimento al decreto Crescita, in vigore dal 1°gennaio 2021, il quale prevede la possibilità di estendere il periodo di fruizione del regime anche a coloro che 'siano stati iscritti all'Aire o che siano cittadini di Stati Ue, che hanno già trasferito la residenza prima dell'anno 2020 e che alla data del 31 dicembre 2019 risultano beneficiari del regime impatriati.

Cedolare secca con pena fissa
Italia Oggi - Giuliano Mandolesi - 34


Contiene novità significative il decreto legislativo 87/2024 attuativo della delega fiscale relativo ai principi ed ai criteri di revisione del sistema sanzionatorio tributario, amministrativo e penale che saranno applicabili dalle violazioni commesse a partire dal prossimo 1°settembre. Si riduce la sanzione ultra punitiva per chi omette o dichiara in misure inferiori redditi soggetti a cedolare secca: la pena pecuniaria passa dal ventaglio 180%-360% al valore fisso del 140% dell'imposta dovuta. Parimenti scende, attestandosi al valore fisso del 240%, dalla precedente statuita con percentuali dal 240% al 480%, l'ulteriore maxi pena prevista in caso di omessa dichiarazione con redditi soggetti sempre alla cedolare secca sui redditi derivanti da locazione. Nessuna sanzione raddoppiata, invece, in caso di presentazione di integrativa per sanare l'infedele dichiarazione da omessi redditi 'a cedolare secca' con importo previsto pari al 50% delle imposte dovute.