Enter your keyword

Novità fiscali

Accollo del debito d'imposta altrui - attivazione del codice identificativo '80' da indicare nel mod. F24


L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 59/E del 6 ottobre 2021, istituisce il codice identificativo “80” denominato “Accollante del debito di imposta”.

Il decreto legge n. 124/2019 ha disposto che chiunque si accolli il debito d'imposta altrui, procede al relativo pagamento secondo le modalità previste dalle normative vigenti. Inoltre, per il pagamento, è vietato l'utilizzo in compensazione di crediti dell'accollante.

I versamenti effettuati in violazione di tale disposizione si considerano come non avvenuti.



Il nuovo codice identificativo è indicato nell'omonimo campo della sezione “Contribuente” del mod. F24, unitamente al codice fiscale dell'accollante che effettua il pagamento del debito d'imposta altrui. Gli interessati devono ricordare che il codice identificativo “80” va indicato esclusivamente nei modelli F24 presentati dall'accollante tramite i servizi telematici delle Entrate, ai fini del pagamento dei debiti dell'accollato. Inoltre, per il pagamento è fatto divieto all'accollante di utilizzare in compensazione i propri crediti, pena lo scarto del modello F24. Il saldo del mod. F24 è addebitato sul conto intestato al codice fiscale dell'accollante.



Qualora il pagamento dei debiti d'imposta dell'accollato venga effettuato in tutto o in parte, utilizzando in compensazione i crediti dello stesso accollato, quest'ultimo è tenuto a provvedere autonomamente presentando uno o più modelli F24 nei quali saranno indicati i propri debiti pagati e i crediti compensati. Le presenti istruzioni trovano applicazione a decorrere dal 12 ottobre 2021.



(Vedi risoluzione n. 59 del 2021)

Decreto legge Sostegni-bis - Agevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa da parte di under 36


Il decreto legge Sostegni-bis, come modificato dalla legge di conversione n. 106 del 23 luglio 2021, ha introdotto nuove agevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa in favore dei giovani under 36. L'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 12/E del 14 ottobre 2021, ha fornito chiarimenti sul bonus rivolto ai giovani e finalizzato a favorire l'autonomia abitativa.



Gli interessati devono avere un valore dell'Isee non superiore a 40 mila euro annui. La misura prevede l'esenzione dal pagamento dell'imposta di registro, ipotecaria e catastale e, in caso di acquisto soggetto ad Iva, il riconoscimento di un credito d'imposta di ammontare pari al tributo corrisposto in relazione all'acquisto.



È inoltre prevista l'esenzione dall'imposta sostitutiva per i finanziamenti erogati per l'acquisto, la costruzione e la ristrutturazione di immobili ad uso abitativo. Tali agevolazioni trovano applicazione agli atti stipulati nel periodo compreso tra il 26 maggio 2021 e il 30 giugno 2022.



REQUISITI SOGGETTIVI

Come sopra evidenziato i requisiti soggettivi sono: non aver compiuto 36 anni di età nell'anno in cui l'atto è rogitato e avere un valore dell'Isee non superiore a 40 mila euro annui.

In merito al primo requisito il legislatore ha introdotto un limite per fruire dell'agevolazione rappresentato dall'età. Gli interessati devono prestare particolare attenzione perché chi stipulerà un atto di acquisto di un immobile ad uso abitativo nell'ottobre 2021 e compirà 36 anni a dicembre 2021, non potrà beneficiare dell'agevolazione. Questo in quanto il bonus si applica ai soggetti che nell'anno solare in cui stipulano l'atto traslativo non hanno ancora compiuto il trentaseiesimo anno d'età.

Il secondo requisito circoscrive l'agevolazione ad un valore dell'Isee da parte del soggetto acquirente non superiore a 40 mila euro annui. La presentazione della dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) che è un documento contenente dati anagrafici, patrimoniali e reddituali del nucleo familiare e tramite la quale viene richiesta l'attestazione Isee, deve avvenire antecedentemente alla stipula dell'atto di acquisto o contestualmente.




Non è possibile, infatti, per il contribuente ottenere un Isee con validità retroattiva, rilasciato sulla base di una Dsu presentata in una data successiva a quella dell'atto. Il contribuente deve dunque essere in possesso di un Isee in corso di validità alla data del rogito.

Al momento della stipula dell'atto il soggetto interessato deve dichiarare nello stesso di avere un valore Isee non superiore a 40 mila euro riferito all'intero nucleo familiare e di essere in possesso della relativa attestazione in corso di validità o di aver già provveduto a richiederla prima della stipula dell'atto.



REQUISITI OGGETTIVI

In merito ai requisiti oggettivi occorre fare riferimento alla disciplina delle c.d. agevolazioni 'prima casa' di cui alla nota II-bis, posta in calce all'articolo 1 della Tariffa, parte prima, allegata al TUR.

Tra gli immobili ammessi al beneficio rientrano le abitazioni di tipo civile, quelle economiche, popolari, ultra popolari, le abitazioni di tipo rurale ed i villini. Sono fuori, invece, le abitazioni di tipo signorile, le ville ed i castelli.



L'agevolazione si applica a tutti gli atti che comportano il trasferimento oneroso della proprietà, il trasferimento o la costituzione di diritti reali di godimento delle case di abitazione.

La disciplina agevolativa in esame non è applicabile ai contratti preliminari di compravendita, considerato che la norma agevolativa fa esclusivo riferimento ai soli atti traslativi o costitutivi a titolo oneroso.



La tassazione del contratto preliminare non cambia; sono dovuti l'imposta di registro per l'atto, gli acconti e la caparra. L'imposta di registro corrisposta è imputata all'imposta principale dovuta per la registrazione del contratto definitivo. Nel caso in cui l'imposta proporzionale corrisposta per la caparra confirmatoria e per gli acconti di prezzo risulti superiore all'imposta di registro dovuta per il contratto definitivo, spetta il rimborso della maggiore imposta proporzionale versata per la registrazione del contratto preliminare, secondo le regole previste dall'art. 77 del TUR.



Dunque, in presenza delle condizioni di legge, è possibile recuperare l'imposta proporzionale versata relativamente ad acconti e caparra, atteso che l'acquirente non avrà modo di scomputare alcuna imposta dall'acquisto definitivo. A tal fine, dopo la stipula del contratto definitivo di compravendita, è possibile presentare l'istanza di rimborso per il recupero dell'imposta proporzionale versata per acconti e caparra.

Non sono, invece, recuperabili l'imposta in misura fissa versata per la stipula del contratto preliminare e, in caso di acconto soggetto a Iva, l'ulteriore imposta in misura fissa versata per tale pattuizione.



OGGETTO DELL'AGEVOLAZIONE

In relazione ai trasferimenti a titolo oneroso di immobili per i quali ricorrano le condizioni 'prima casa' l'acquirente ha diritto, nei casi in cui l'atto di acquisto sia soggetta ad imposta di registro, all'esenzione dalla stessa e dalle imposte ipotecaria e catastale.



Per gli acquisti soggetti ad Iva, quando non trova applicazione il regime di esenzione di cui al decreto Iva, si applica un credito d'imposta di ammontare pari all'Iva corrisposta in relazione all'acquisto. L'esenzione dalle imposte di registro, ipotecaria e catastale è riferibile, infatti, anche agli atti assoggettati ad Iva in virtù del rinvio operato dal comma 7, art. 10, del decreto Iva .



Il credito d'imposta può essere fatto valere in sede di presentazione della prima dichiarazione dei redditi successiva all'acquisto, ovvero della dichiarazione relativa al periodo d'imposta in cui è stato effettuato l'acquisto stesso.



Sul punto la circolare evidenzia che nel mod. Redditi PF 2021 non è previsto uno specifico campo in cui indicare il nuovo credito d'imposta 'prima casa under 36', ma grazie ad un'implementazione dei prodotti software di compilazione e controllo resi disponibili dall'Agenzia delle Entrate, sarà possibile fruire del nuovo credito d'imposta 'prima casa under 36' già nel mod. Redditi PF 2021.



L'importo del credito d'imposta in questione potrà essere indicato nel rigo CR7, colonna 2, dedicato al credito d'imposta per il riacquisto della 'prima casa'. Per distinguere il credito d'imposta per 'prima casa under 36' dal credito d'imposta per riacquisto 'prima casa', il contribuente intenzionato a fruire del nuovo credito indicherà il codice “1” nel frontespizio del modello e non potrà compilare la colonna 1 del rigo CR7.



Nell'ipotesi di compresenza del credito 'prima casa under 36' e del credito 'prima casa' non è possibile indicare nel rigo CR7 entrambi i crediti e, pertanto, il contribuente dovrà esporre ed utilizzare nella dichiarazione Redditi PF 2021 solo uno di essi, rinviando l'esposizione e l'utilizzo dell'altro credito nella dichiarazione dell'anno successivo.



La circolare precisa che è sempre possibile fruire nel mod. Redditi PF 2021, ove più conveniente, del credito d'imposta 'prima casa' maturato nel 2020 o nel 2021 e fruire del credito d'imposta 'prima casa under 36' nella modulistica dichiarativa relativa all'anno d'imposta 2021.



La mancata esposizione nel mod. Redditi PF 2021 del credito d'imposta 'prima casa' maturato nel 2020, a causa dell'impossibilità del contemporaneo utilizzo di entrambe le agevolazioni, non pregiudica il suo utilizzo nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno d'imposta 2021.



Nell'ipotesi di co-acquisto di un immobile ad uso abitativo, la misura del vantaggio fiscale andrà calcolata pro-quota, in favore dei soggetti acquirenti. In relazione all'acquisto effettuato da coniugi, qualora solo uno possegga i requisiti per fruire dell'agevolazione, il beneficio fiscale si applica solo limitatamente alla quota da esso acquistata.



Sul co-acquirente non in possesso dei requisiti di legge grava l'applicazione del minimo d'imposta di legge, pari a 1.000 euro per quella di registro e a 50 euro per l'imposta ipotecaria e altri 50 euro per quella catastale.



Pertanto, in caso di co-acquisto di un immobile ad uso abitativo, ove solo uno degli acquirenti abbia i requisiti previsti per l'agevolazione 'prima casa under 36':


  • la quota di sua spettanza beneficerà dell'agevolazione;

  • la quota del soggetto eventualmente titolare della sola agevolazione 'prima casa' beneficerà degli effetti della relativa disciplina;

  • la quota del soggetto non titolare di alcuna agevolazione sconterà le imposte in misura ordinaria.



L'agevolazione 'prima casa' trova applicazione anche con riferimento alle pertinenze dell'immobile principale. Dunque, in presenza dei requisiti previsti dal decreto Sostegni-bis e nel rispetto della Nota II-bis), articolo 1 della Tariffa, parte prima, allegata al Tur, anche l'acquisto delle pertinenze è riconducibile nell'ambito del regime agevolativo 'prima casa under 36'. Tale acquisto può avvenire contestualmente a quello dell'abitazione principale o con atto separato. In questo secondo caso anche l'acquisto della pertinenza deve avvenire entro il termine di validità temporale dell'agevolazione in esame.



CREDITO D'IMPOSTA DA RIACQUISTO

Per le compravendite immobiliari che beneficiano dell'agevolazione 'prima casa under 36' il contribuente non matura l'ulteriore credito d'imposta da riacquisto di cui all'art. 7, commi 1 e 2, della legge n. 448/1998.

Lo stesso credito d'imposta non compete all'acquirente nemmeno in relazione agli acquisti con atto soggetto ad Iva, sebbene in tal caso il nuovo acquisto sia formalmente soggetto a detta imposta.

Ciò perché nelle compravendite soggette ad Iva, la disposizione agevolativa già prevede un ristoro pari all'Iva corrisposta in relazione all'acquisto, sotto forma di credito d'imposta, in forza del quale l'imposta dovuta diventa, di fatto, pari a zero.

Qualora fosse ammesso anche il credito d'imposta per il riacquisto 'prima casa' verrebbe riconosciuto al contribuente un doppio beneficio che andrebbe oltre la ratio della norma.



IMPOSTA DI BOLLO, TASSA IPOTECARIA E TRIBUTI PER LA VOLTURA CATASTALE

Per l'agevolazione 'prima casa under 36' continua a trovare applicazione la disciplina ordinaria prevista dall'articolo 10, comma 3, del Dlgs n. 23/2011 che prevede l'esenzione dall'imposta di bollo, dai tributi speciali e dalle tasse ipotecarie in relazione agli atti indicati all'articolo 1 della Tariffa, parte prima, allegata al TUR.

Gli acquisti agevolati sono dunque soggetti all'applicazione dell'imposta di registro in misura proporzionale. Per quanto riguarda gli atti di acquisto soggetti a Iva, trovano conferma le imposte in precedenza specificate.



LIBERALITA' INDIRETTE

Il documento di prassi amministrativa ricorda che nel caso di liberalità indiretta collegata ad atti concernenti il trasferimento di diritti immobiliari per i quali sia prevista l'applicazione dell'imposta di registro, in misura proporzionale, o dell'Iva, non si applica l'imposta di donazione. La stessa non trova applicazione anche qualora l'atto di compravendita, al quale la liberalità è collegata, sia esentato dal pagamento dell'imposta di registro in quanto accede ai benefici fiscali.



Una diversa interpretazione che comporti l'applicazione dell'imposta di donazione alle liberalità indirette, in caso di esenzione dall'imposta di registro proporzionale, non risulterebbe coerente con la ratio della disciplina e sarebbe un deterrente per l'accesso all'agevolazione.



FINANZIAMENTI

Relativamente ai finanziamenti erogati per l'acquisto, la costruzione e la ristrutturazione di immobili ad uso abitativo per i quali sussistono le condizioni 'prima casa' il decreto legge Sostegni-bis ha disposto, con l'articolo 64, l'esenzione 'dall'imposta sostitutiva delle imposte di registro, di bollo, ipotecarie e catastali e delle tasse sulle concessioni governative, prevista in ragione dello 0,25%' della somma mutuata 'dall'art. 18 Dpr n. 601/1973'.



Per fruire del bonus il finanziamento deve essere erogato per l'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione di immobili agevolabili da soggetti mutuatari che non hanno ancora compiuto 36 anni di età e che sono in possesso di un Isee non superiore a 40 mila euro annui.


Al fine di godere delle agevolazioni fiscali il mutuatario deve dichiarare la sussistenza dei requisiti nel contratto di mutuo o in un documento allegato.



Lo stesso mutuatario-acquirente ha la possibilità di richiedere l'esenzione dal pagamento dell'imposta sostitutiva qualora l'atto di acquisto dell'immobile per il quale è richiesto il finanziamento sia stato stipulato senza avvalersi dell'esenzione di cui all'art. 67, commi 6 e 7, del decreto legge Sostegni-bis, nonché qualora, nello stesso, l'acquirente non abbia fatto richiesta di beneficiare dell'ordinaria agevolazione 'prima casa', sempre che ovviamente sia in possesso dei requisiti prescritti.



La circolare precisa, inoltre, che l'esenzione dal pagamento dell'imposta sostitutiva non comporta l'applicazione, con riferimento ai relativi atti di finanziamento, dell'imposta di registro, di bollo, ipotecaria e catastale e delle tasse sulle concessioni governative, alternativamente previste alla prima.



VALIDITA' TEMPORALE DELLE AGEVOLAZIONI

Le agevolazioni si applicano agli atti di trasferimento e di finanziamento stipulati tra il 26 maggio 2021 e il 30 giugno 2022.



INSUSSISTENZA DEI REQUISITI E DECADENZA DALLE AGEVOLAZIONI

Nel caso di insussistenza delle condizioni e dei requisiti per beneficiare delle agevolazioni o di decadenza dalle agevolazioni è previsto il recupero delle imposte dovute, con l'applicazione di interessi e sanzioni.



Qualora sia riscontrata la sola insussistenza dei requisiti previsti per il bonus 'prima casa under 36', in caso di atto soggetto a imposta di registro, questa è recuperata nella misura del 2% e le imposte ipotecaria e catastale sono applicate nella misura fissa di 50 euro ciascuna.
Se si riscontra l'insussistenza dei requisiti per beneficiare del credito d'imposta in relazione ad un atto di acquisto di un immobile soggetto ad Iva, il credito viene meno e si procede al recupero dello stesso, se già utilizzato.



Resta ferma l'applicazione dell'Iva al 4% al ricorrere dei requisiti per l'acquisto della 'prima casa'.

La decadenza dalle agevolazioni 'prima casa' si verifica: in caso di dichiarazione mendace sulla sussistenza dei requisiti; mancato trasferimento della residenza nei termini previsti; alienazione infraquinquennale non seguita dal riacquisto entro l'anno; mancata alienazione della precedente 'prima casa' entro l'anno dall'acquisto della nuova 'prima casa'.



APPLICAZIONE DELLA DISCIPLINA DEL PREZZO-VALORE

In mancanza dei requisiti per beneficiare del bonus 'prima casa' o in caso di decadenza dall'agevolazione il contribuente può fruire della disciplina del c.d. 'prezzo-valore' a patto che ne abbia fatto espressa richiesta nell'atto di acquisto.



La regola del 'prezzo-valore' prevede la tassazione del trasferimento di un immobile sulla base del suo valore catastale, indipendentemente dal corrispettivo concordato nell'atto di compravendita. Questa regola, tuttavia, si applica solo per gli acquisti di immobili ad uso abitativo effettuati da persone fisiche che non agiscono nell'esercizio di attività d'impresa. E non trova applicazione, inoltre, alle vendite assoggettate ad Iva.



Tecnicamente il criterio del 'prezzo-valore' non costituisce un'agevolazione fiscale ma una diversa modalità di determinazione della base imponibile per il pagamento dell'imposta di registro. Tale metodo rappresenta una deroga al criterio ordinario.



CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA

In considerazione del fatto che la disciplina sul bonus 'prima casa' trova applicazione già agli atti stipulati a partire dal 26 maggio 2021, gli uffici delle Entrate valuteranno, caso per caso, la non applicabilità delle sanzioni qualora riscontrino condizioni di obiettiva incertezza in relazione a comportamenti difformi adottati dai contribuenti prima della pubblicazione di questa circolare.



(Vedi circolare n. 12 del 2021)

Esonero versamento dell'Irap-Chiarimenti


L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 58/E del 29 settembre 2021, fornisce chiarimenti in merito all'applicazione dell'articolo 24 del decreto legge Rilancio.



All'Amministrazione finanziaria era stato chiesto se il saldo Irap 2019, che poteva fruire dell'esonero, dovesse essere indicato nel prospetto relativo agli aiuti di Stato della dichiarazione annuale relativa al periodo d'imposta 2019, oppure in quello relativo alla dichiarazione annuale del periodo d'imposta 2020. Qualora fosse corretta la prima ipotesi, si chiedeva, inoltre, di chiarire gli effetti dell'omissione e le modalità con le quali regolarizzare l'errore.



L'Agenzia ricorda quanto disposto dal decreto legge citato secondo il quale non è dovuto il versamento del saldo dell'Irap relativa al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2019, fermo restando il versamento dell'acconto dovuto per il medesimo periodo d'imposta. Non è parimenti dovuto il versamento della prima rata dell'acconto Irap relativa al periodo d'imposta 2020 il cui importo in ogni caso è escluso dal calcolo dell'imposta da versare a saldo per lo stesso periodo d'imposta.



In merito all'indicazione delle somme non versate nel prospetto relativo agli aiuti di Stato della dichiarazione Irap, l'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 25/E/2020, ha chiarito che i contribuenti che fruiscono dell'esonero dal versamento del saldo Irap 2019 sono tenuti a compilare nel mod. Irap 2020 la sezione XVIII del quadro IS.



La mancata compilazione del quadro IS nella dichiarazione IRAP relativa al periodo d'imposta 2019 può essere tuttavia regolarizzata mediante presentazione di una dichiarazione integrativa, versando per l'errore commesso la sanzione definibile mediante ravvedimento operoso.



(Vedi risoluzione n. 58 del 2021)

Stralcio dei debiti fino a 5 mila euro - Art. 4, commi da 4 a 9, del Decreto Sostegni


Premessa



L'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 11/E del 22 settembre 2021, fornisce chiarimenti e indicazioni operative in merito all'articolo 4 del decreto legge Sostegni che ha introdotto una nuova definizione dei carichi di importo ridotto affidati all'agente della riscossione.



Il Ministero dell'Economia e Finanze, con un decreto del 14 luglio 2021, ha definito termini e modalità di annullamento automatico dei debiti fino a 5 mila euro e la conseguente eliminazione delle scritture patrimoniali dagli enti creditori. Non trovano applicazione le disposizioni in materia di discarico per inesigibilità dei carichi iscritti a ruolo.



Debiti oggetto di Stralcio



Il decreto Sostegni ha disposto l'annullamento automatico di tutti i debiti di importo fino a 5 mila euro, comprensivo di capitale, interessi e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati all'agente della riscossione dal 1°gennaio 2000 al 31 dicembre 2010.



La misura interessa i carichi affidati da qualunque ente creditore, pubblico e privato, che sia ricorso all'utilizzo del sistema di riscossione a mezzo ruolo.



L'importo massimo di 5 mila euro considera il capitale, gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo e le sanzioni; non si computano, invece, gli aggi di riscossione, gli interessi di mora e le eventuali spese di procedura. Tale limite non riguarda l'importo complessivo della singola cartella di pagamento, ma quello dei singoli carichi ivi contenuti.



La conseguenza è che in caso di più carichi iscritti a ruolo, rileva l'importo di ciascuno: se i singoli carichi non superano il tetto di 5 mila euro, ognuno può beneficiare dell'annullamento; è anche possibile che nella stessa cartella figurino carichi rientranti nello Stralcio, perché di importo inferiore a 5 mila euro, e altri esclusi in quanto superiori alla soglia indicata.



Come disposto dal decreto Sostegni, lo stralcio si applica anche con riferimento ai debiti rientranti nelle definizioni agevolate previste:


  • dalla Rottamazione-ter;

  • dalla legge di Bilancio 2019 - c.d. Saldo e stralcio;

  • dal decreto legge n. 34/2019;


Lo Stralcio, invece, non si applica con riferimento a:

  • le somme dovute a titolo di recupero degli aiuti di Stato;

  • i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;

  • le multe, le ammende, le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;

  • l'Iva riscossa all'importazione;


Considerato che il decreto Sostegni fa riferimento a debiti di importo residuo alla data del 23 marzo 2021, rientrano nello Stralcio anche i carichi originariamente di importo superiore a 5 mila euro, ma che, ad esempio, a seguito di un provvedimento di sgravio o di un pagamento parziale, anche in attuazione di definizioni agevolate, alla predetta data risultino al di sotto del tetto di 5 mila euro. Per individuare i carichi definibili occorre fare riferimento non alla data di notifica della cartella di pagamento, ma a quella di affidamento del carico all'agente della riscossione.



Dall'analisi della norma emerge che fino al prossimo 31 ottobre per i debiti rientranti nel perimetro applicativo dello Stralcio sono sospesi sia le attività di riscossione che i relativi termini di prescrizione. Gli interessati devono prestare attenzione perché le somme pagate prima dell'annullamento automatico non possono essere rimborsate.



Attraverso un servizio messo a disposizione dall'Ader è possibile verificare se i debiti ammessi alle predette definizioni agevolate possono essere oggetto di Stralcio. Se dal controllo del piano di pagamento, attraverso il servizio indicato, emerge la presenza di carichi potenzialmente interessati dall'annullamento e se nel periodo d'imposta 2019, il contribuente ha conseguito un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi non superiore a 30 mila euro, è possibile, con lo stesso servizio, procedere in autonomia alla richiesta e alla stampa dei moduli di pagamento da utilizzare per il versamento delle rate ancora dovute, calcolate al netto delle somme relative ai suddetti carichi.



Soggetti interessati e limiti reddituali



Per essere oggetto di Stralcio i debiti devono riguardare: persone fisiche che nell'anno d'imposta 2019 hanno percepito un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino a 30 mila euro; soggetti diversi dalle persone fisiche che nel periodo d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2019 hanno conseguito un reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi fino a 30 mila euro.



Considerato che lo Stralcio comporta un annullamento o comunque una riduzione dei debiti, l'Agenzia ritiene che, con esclusivo riferimento alle persone fisiche, possano trovare applicazione le regole previste per la determinazione del c.d. 'reddito di riferimento per le agevolazioni fiscali'. Tuttavia il decreto Sostegni, ai fini della verifica del limite reddituale per l'accesso allo Stralcio, fa riferimento al reddito imponibile che considera il reddito complessivo al netto della deduzione per la prima casa e degli altri oneri deducibili.



Proprio in considerazione del richiamo normativo al reddito imponibile, ai fini della verifica del limite reddituale per l'accesso allo Stralcio, è necessario sommare al reddito imponibile (e non al reddito complessivo) i redditi assoggettati a cedolare secca e all'imposta sostitutiva del citato regime forfetario. Non va, invece, sommato l'importo pari al rendimento nozionale previsto dalla disciplina relativa all'Ace proprio in virtù del richiamo al reddito imponibile.



In sintesi, per il mod. 730-3 e per il mod. Redditi 2020 si considera la somma dei seguenti redditi:


  • reddito imponibile Irpef;

  • reddito assoggettato alla cedolare secca;

  • reddito d'impresa o di lavoro autonomo assoggettato ad imposta sostitutiva in applicazione del regime forfetario per gli esercenti attività d'impresa, arti o professioni;


Si considerano le Certificazioni Uniche 2020 e le dichiarazioni 730 e Redditi PF 2020 presenti nella banca dati delle Entrate alla data del 14 luglio 2021 (data di emanazione del dm).



Non vengono considerate le dichiarazioni che contengono solo il frontespizio o il prospetto dei familiari a carico oppure i soli quadri RM, RT, RW, RX, AC, RV, rigo 9 e rigo 17. In caso di presenza per lo stesso soggetto sia di dichiarazioni mod. 730 sia di dichiarazioni mod. Redditi PF si tiene conto dell'ultima dichiarazione pervenuta.



Per quanto concerne i soggetti diversi dalle persone fisiche, la verifica del limite reddituale per accedere allo Stralcio richiede il riferimento ai modelli dichiarativi Redditi Società di capitali, Società di persone e Enti non commerciali.



Ai fini dello Stralcio:


  • in caso di dichiarazione ultrannuale presentata da società sottoposte a procedure concorsuali, viene presa in considerazione la dichiarazione che ricomprende il periodo d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2019;

  • in caso di dichiarazione presentata da società che abbiano optato per il regime del consolidato, viene presa in considerazione solo la dichiarazione del soggetto che partecipa al consolidato, ossia del soggetto che ha presentato il modello RSC.



Termini e modalità di annullamento automatico dei debiti di importo residuo fino a 5 mila euro



Procedura di riconoscimento dei debiti oggetto di Stralcio

Al 20 agosto 2021 l'agente della riscossione ha trasmesso all'Agenzia delle Entrate l'elenco dei codici fiscali, presenti nel proprio sistema informativo alla data del 23 marzo scorso, delle persone fisiche e dei soggetti diversi dalle persone fisiche aventi uno o più debiti di importo residuo, alla stessa data del 23 marzo 2021, fino a 5 mila euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai carichi affidati dal 1°gennaio 2000 al 31 dicembre 2010.



Entro il 30 settembre 2021, l'Agenzia delle Entrate restituisce all'agente della riscossione il predetto elenco dei codici fiscali, segnalando quelli relativi a soggetti che, sulla base delle dichiarazioni dei redditi e delle Certificazioni uniche presenti nella propria banca dati alla data del 14 luglio 2021 risultano aver conseguito redditi imponibili superiori ai limiti previsti per i quali, pertanto, non si procede all'annullamento dei debiti.



Annullamento dei debiti

L'annullamento dei debiti è effettuato alla data del 31 ottobre 2021, relativamente ai soggetti i cui codici fiscali non sono segnalati dall'Agenzia delle Entrate, per cui i debiti oggetto di Stralcio si intendono tutti automaticamente annullati.



L'agente della riscossione provvede allo Stralcio senza comunicarlo al contribuente che può, tuttavia, verificarne l'annullamento dei debiti attraverso la consultazione della propria situazione debitoria nelle modalità rese disponibili dall'Ader.



Discarico

Ai fini del discarico conseguente all'annullamento, senza oneri amministrativi a carico dell'ente creditore, e dell'eliminazione dalle relative scritture patrimoniali, l'agente della riscossione trasmette agli enti interessati, entro il 30 novembre 2021, l'elenco delle quote annullate. Il discarico non opera per le quote inserite nell'elenco prive dei requisiti reddituali e temporali previsti per lo Stralcio.



Richiesta di rimborso delle spese di notifica e di quelle per le procedure esecutive

Entro il 15 novembre 2021 l'agente della riscossione presenta al Mef la richiesta di rimborso delle spese di notifica delle cartelle di pagamento, nonché di quelle per le procedure esecutive, relative alle quote erariali e non annullate per effetto dello Stralcio.

Il rimborso è effettuato, con oneri a carico del bilancio dello Stato, in due rate:


  • la prima, di ammontare non inferiore al 70% del totale, scadente il 31 dicembre 2021;

  • la seconda per l'ammontare residuo, scadente il 30 giugno 2022.


Come precisato nella relazione di accompagnamento al decreto Sostegni non sono dovuti gli interessi.



(Vedi circolare n. 11 del 2021)