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Novità fiscali

Legge di Bilancio 2024 - Novità sulla disciplina delle locazioni brevi


La manovra 2024 ha previsto modifiche alla disciplina fiscale delle locazioni brevi. L'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 10/E del 10 maggio 2024, ha fornito le istruzioni operative agli uffici per garantire l'uniformità di azione in merito alle novità introdotte fiscali sul punto.



Modifiche alla disciplina fiscale delle locazioni brevi - Art. 1, comma 63, legge di Bilancio 2024

La legge di Bilancio 2024 ha modificato la norma che disciplina le locazioni brevi al fine di innalzare l'aliquota dell'imposta sostitutiva dovuta sui redditi derivanti dai contratti di locazione di immobili a uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, stipulati dalle persone fisiche, al di fuori dell'esercizio d'attività d'impresa, che effettuano l'opzione per l'applicazione del regime fiscale della cedolare secca.



La circolare intende fornire istruzioni con riferimento alle novità introdotte dall'ultima manovra, fermo restando che valgono le indicazioni già fornite con la circolare n. 24/E/2017, se compatibili.



La disciplina fiscale delle locazioni brevi

Le locazioni brevi sono i contratti di locazione degli immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni. Sono comprese le locazioni che prevedono la prestazione di servizi di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali, stipulati da persone fisiche al di fuori dell'esercizio d'attività d'impresa.



I contratti di locazione brevi che sono tesi a soddisfare esigenze abitative transitorie anche per finalità turistica, devono essere stipulati da persone fisiche al di fuori dell'attività d'impresa. Sono escluse dall'ambito applicativo della norma le locazioni brevi che rientrano nell'esercizio d'attività d'impresa, come definita dall'art. 55, comma 2, del Tuir e dall'art. 4 del Dpr n. 633/1972.



Il regime fiscale delle locazioni brevi viene riconosciuto solo in caso di destinazione alla locazione breve di non più di 4 appartamenti per ciascun periodo d'imposta; ne consegue che, in caso di destinazione alla locazione breve di 5 o più appartamenti, l'attività di locazione si presume svolta in forma imprenditoriale, condizione che preclude l'applicazione del regime fiscale delle locazioni brevi.



In merito all'oggetto del contratto, gli immobili posti in locazione, come anticipato, devono soddisfare finalità abitative e ai redditi derivanti dai contratti di locazione breve si applicano le disposizioni del Dlgs n. 23/2011 in caso di opzione per l'imposta sostitutiva della cedolare secca.



La modifica dell'aliquota dell'imposta

Ai redditi derivanti dai contratti di locazione breve si applica l'aliquota del 26% in caso di opzione per l'imposta sostitutiva nella forma della cedolare secca. Tale aliquota è ridotta al 21% per i redditi derivanti dai contratti di locazione breve relativi a unità immobiliare individuata dal contribuente in sede di dichiarazione dei redditi.



In merito all'entrata in vigore della nuova aliquota, questa trova applicazione a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di Bilancio 2024 e, quindi, dal 1°gennaio 2024.



La ritenuta operata dagli intermediari

Per effetto delle nuove disposizioni oggetto della presente circolare, qualora i soggetti che esercitano attività d'intermediazione immobiliare, nonché quelli che gestiscono portali telematici, incassino o intervengano nel pagamento dei canoni relativi ai contratti in questione, gli stessi sono tenuti ad operare la ritenuta del 21%, in qualità di sostituto d'imposta. Tale ritenuta va effettuata a titolo d'acconto sull'ammontare dei canoni e corrispettivi all'atto del pagamento al beneficiario.



Per esigenze di semplificazione degli adempimenti, la ritenuta è mantenuta nella misura del 21% prevedendo che sia operata dagli 'intermediari' a titolo d'acconto indipendentemente dal regime fiscale adottato dal beneficiario.



Il documento di prassi amministrativa precisa inoltre che qualora i soggetti che esercitano attività d'intermediazione immobiliare o gestiscono portali telematici incassino o intervengano nel pagamento dei canoni, il contribuente è tenuto, per ciascun periodo d'imposta, a determinare l'imposta dovuta e a versare l'eventuale saldo dell'imposta, ottenuto previo scomputo delle ritenute d'acconto subite, entro il termine per il versamento a saldo delle imposte sui redditi. I dati dell'imposta dovuta, delle ritenute subite e dell'imposta a saldo sono indicati nella dichiarazione dei redditi.



Gli adempimenti degli intermediari non residenti

Il comma 63, lettera c) sostituisce il comma 5-bis dell'art. 4 del Dl n. 50/2017 e modifica la modalità con la quale gli intermediari non residenti possono adempiere agli obblighi fiscali connessi alla disciplina delle locazioni brevi. Scopo della modifica normativa è adeguare l'ordinamento tributario nazionale alla sentenza della Corte di giustizia Ue del 22 dicembre 2022, causa C-83/21, Airbnb.



A seguito di questa modifica: i soggetti non residenti, che hanno una stabile organizzazione in Italia, effettuano gli adempimenti tramite la stabile organizzazione. Invece, i soggetti residenti in un Paese Ue, riconosciuti privi di una stabile organizzazione in Italia, possono adempiere direttamente agli obblighi o nominare, quale responsabile d'imposta, un rappresentante fiscale in Italia. I soggetti residenti al di fuori dell'Unione europea, con una stabile organizzazione in uno Stato membro dell'Unione, assolvono con questa agli adempimenti. Per i soggetti residenti al di fuori della Ue, riconosciuti privi di una stabile organizzazione nella Ue, che non ottemperano alla nomina del rappresentante fiscale, opera la disposizione che prevede una responsabilità solidale dei soggetti residenti nel territorio dello Stato che appartengono al loro stesso gruppo.



(Vedi circolare n. 10 del 2024)

Istituzione del codice tributo per l'utilizzo dei crediti di imposta relativi ai procedimenti di mediazione civile e commerciale


Con la risoluzione n. 23/E del 14 maggio 2024 l'Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per l'utilizzo, tramite modello F24, dei crediti d'imposta relativi ai procedimenti di mediazione civile e commerciale di cui all'articolo 20 del decreto legislativo 4 marzo 2010 n. 28.



Proprio l'articolo 20 riconosce alle parti coinvolte in mediazioni civili o commerciali che trovano un'intesa, un credito d'imposta che ammonta al massimo a 600 euro. Se la mediazione è demandata dal giudice, alle parti viene riconosciuto un credito d'imposta commisurato al compenso corrisposto al proprio avvocato per l'assistenza nella procedura di mediazione, nei limiti previsti dai parametri forensi e fino all'importo di 600 euro.



Lo stesso articolo 20 riconosce, poi, un ulteriore credito d'imposta commisurato al contributo unificato versato dalla parte del giudizio estinto a seguito della conclusione di un accordo di conciliazione, nel limite dell'importo versato e fino all'importo massimo di 518 euro.



Agli organismi di mediazione è riconosciuto, infine, un credito d'imposta commisurato all'indennità non esigibile dalla parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato, fino a un importo massimo annuale di 24.000 euro.



Con il decreto del 1°agosto 2023 il ministero della Giustizia, di concerto con il ministero dell'Economia, ha disciplinato le procedure e le modalità di presentazione della domanda di attribuzione dei crediti d'imposta in parola e di riconoscimento di tali crediti, nonché le modalità di trasmissione all'Agenzia delle Entrate dell'elenco dei beneficiari e dei relativi importi.



I beneficiari dei crediti d'imposta possono visualizzare l'ammontare dell'agevolazione fruibile in compensazione nel proprio cassetto fiscale accessibile dall'area riservata del sito delle Entrate.



I nuovi codici tributo sono i seguenti:


  • '7067' denominato 'Credito d'imposta - Incentivi fiscali mediazione civile e commerciale - indennità ODM e compenso avvocato';

  • '7068' denominato 'Credito d'imposta - Incentivi fiscali mediazione civile e commerciale - contributo unificato';

  • '7069' denominato 'Credito d'imposta - Incentivi fiscali mediazione civile e commerciale - ODM'.



(Vedi risoluzione n.23 del 2024)

Codice tributo per l'utilizzo del credito d'imposta spettante all'avvocato della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato nelle procedure di mediazione e negoziazione assistita


L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 24/E del 14 maggio 2024, ha istituito il codice tributo '7070' denominato 'Credito d'imposta - patrocinio a spese dello Stato nella mediazione civile e commerciale e negoziazione assistita nei casi previsti dagli articoli 5, comma 1, e 5-quater, del decreto legislativo n. 28/2010 e dall'articolo 3 del decreto legge n. 132/2014'.



Si tratta, in sostanza, del credito d'imposta spettante all'avvocato della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato, nelle procedure di mediazione e negoziazione assistita, parametrato a importi stabiliti con il decreto del Ministero della Giustizia, di concerto con il Ministero dell'Economia del 1°agosto 2023. Lo stesso decreto disciplina anche le modalità di presentazione della richiesta di riconoscimento del corrispondente credito d'imposta.



Sempre il decreto del 1° agosto stabilisce che il credito d'imposta è utilizzabile in compensazione, tramite modello F24, presentato esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate.



(Vedi risoluzione n. 24 del 2024)

Crediti di imposta per investimenti 'Transizione 4.0'


Con il decreto direttoriale del 24 aprile scorso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha definito il contenuto e le modalità per l'invio dei modelli di comunicazione relativi agli importi per gli investimenti 'Transizione 4.0' e ai relativi crediti d'imposta.



L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 25/E del 15 maggio 2024, ha riattivato i codici tributo che erano stati sospesi dallo scorso 12 aprile con la risoluzione n. 19/E/2024, tenuto conto di quanto previsto dal Dl n. 39/2024.



Le imprese che hanno validamente inviato la comunicazione in parola possono utilizzare in compensazione i crediti d'imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi e per quelli in investimenti in attività di Ricerca & sviluppo, innovazione tecnologica e design e ideazione estetica, indicando i codici tributo richiamati nella risoluzione n. 19/E/2024 e come 'anno di riferimento' l'anno di completamento dell'investimento agevolato riportato nella comunicazione stessa.



Qualora i crediti utilizzati in compensazione non dovessero trovare riscontro in quelli delle comunicazioni trasmessi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy all'Agenzia delle Entrate, i relativi modelli F24 saranno scartati.



(Vedi risoluzione n. 25 del 2024)

Ravvedimento speciale


Il decreto legge 'Milleproroghe' contiene disposizioni che prevedono l'applicabilità dell'istituto del ravvedimento operoso alle violazioni relative alle dichiarazioni validamente presentate relative al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2022. Vengono fornite indicazioni anche in merito alle disposizioni che prevedono la riapertura dei termini per chi non ha perfezionato la procedura di regolarizzazione entro il 30 settembre 2023.



L'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 11/E del 15 maggio 2024, ha fornito istruzioni operative agli uffici per garantire l'uniformità di azione.



ESTENSIONE DEL RAVVEDIMENTO SPECIALE PER L'ANNO D'IMPOSTA 2022

Il decreto 'Milleproroghe' ha esteso l'applicabilità dell'istituto del ravvedimento speciale alle violazioni concernenti le dichiarazioni validamente presentate con specifico riferimento al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2022. Obiettivo della misura è 'stimolare il meccanismo del ravvedimento, in chiave di miglioramento della spontanea compliance rispetto alle imposte autoliquidate dai contribuenti relativamente all'anno d'imposta 2022'.



Il ravvedimento speciale è stato istituito dalla legge di Bilancio 2023; si tratta di una forma di ravvedimento operoso che, in parziale deroga alla disciplina ordinaria, consente ai contribuenti di regolarizzare le violazioni mediante il pagamento di una sanzione pari a un diciottesimo del minimo di legge, oltre all'imposta e agli interessi dovuti, in un'unica soluzione o a rate.



L'estensione del ravvedimento speciale alle violazioni riguardanti le dichiarazioni relative al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2022 è ammessa al ricorrere delle condizioni di legge, a patto che la dichiarazione del relativo periodo d'imposta sia stata validamente presentata.



Il ravvedimento speciale si perfeziona con il pagamento, entro il 31 maggio 2024, dell'intero importo dovuto, o della prima rata, oltreché con la rimozione delle irregolarità od omissioni che si vogliono sanare.



È bene ricordare che non è possibile avvalersi del ravvedimento speciale per regolarizzare le violazioni che, alla data di versamento dell'intero importo o della prima rata, siano state già contestate con atto di liquidazione, di accertamento o di recupero, di contestazione e di irrogazione di sanzioni. La consegna di un Pvc è invece ostativa alla procedura agevolativa in parola.



Se si opta per il pagamento a rate, sulle 3 rate successive alla prima vanno corrisposti gli interessi nella misura del 2%. In caso di decadenza dal beneficio della rateazione si applicano gli interessi previsti dall'art. 20 del Dpr n. 502/1973, con decorrenza dal 1°giugno 2024.




RIAPERTURA DEI TERMINI PER GLI ANNI D'IMPOSTA 2021 E PRECEDENTI

L'art. 7 del Dl n. 39/2024 ha disposto per i soggetti che, entro il termine del 30 settembre 2023, non hanno perfezionato la procedura di ravvedimento speciale disciplinata dalla manovra 2023, la riapertura dei termini per regolarizzare le violazioni riguardanti le dichiarazioni, purché validamente presentate, relative al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2021 e ai periodi d'imposta precedenti.



I contribuenti possono fruire della riapertura dei termini per l'adesione al ravvedimento speciale qualora:


  • non abbiano perfezionato la procedura di regolarizzazione, non avendo compiuto tutti gli adempimenti necessari ai fini del relativo perfezionamento (ad esempio, rimosso le irregolarità od omissioni);

  • abbiano perfezionato la procedura di regolarizzazione, limitatamente ad alcune violazioni, entro il 30 settembre 2023, e intendano ora avvalersene per sanare ulteriori violazioni, diverse da quelle in precedenza regolarizzate, con riferimento alla stessa annualità, anche se tali ulteriori violazioni sono state constatate in un Pvc consegnato dopo il 30 settembre 2023;

  • abbiano perfezionato la procedura di regolarizzazione, limitatamente alle violazioni commesse in alcune annualità, entro il 30 settembre 2023, e intendano ora avvalersene per sanare ulteriori violazioni, riferibili ad annualità in precedenza non regolarizzate, anche se tali ulteriori violazioni sono state constatate in un Pvc consegnato dopo il 30 settembre 2023;

  • abbiano perfezionato la procedura di regolarizzazione, limitatamente ad alcune violazioni, entro il 30 settembre 2023, ma siano decaduti dal beneficio della rateazione, a causa del mancato o tardivo pagamento delle rate successive alla prima, purché intendano sanare violazioni diverse da quelle già regolarizzate, anche se tali ulteriori violazioni sono state constatate in un Pvc consegnato dopo il 30 settembre 2023.


Anche in tale caso, il perfezionamento della 'nuova' regolarizzazione presuppone la rimozione delle irregolarità od omissioni e il versamento degli importi dovuti, in un'unica soluzione, entro il 31 maggio 2024. In alternativa è possibile il pagamento, entro lo stesso termine del 31 maggio 2024, di un importo pari a 5 delle 8 rate previste dalla legge di Bilancio 2023. Le residue 3 rate, sulle quali si applicano gli interessi del 2%, sono dovute entro i termini del 30 giugno, 30 settembre e 20 dicembre 2024.



In merito alle modalità di calcolo degli importi dovuti la circolare precisa che:

In caso di versamento in unica soluzione sono dovuti:


  • il tributo;

  • gli interessi da ravvedimento, calcolati dalla data della violazione a quella del versamento;

  • la sanzione nella misura di un diciottesimo.


In caso di versamento rateale, sono dovuti:


  1. alla data del primo versamento: un importo pari a ⅝ del tributo; un ammontare pari a ⅝ degli interessi complessivi da ravvedimento; un importo pari a ⅝ della sanzione ridotta nella misura disposta dal ravvedimento speciale;

  2. alla data del versamento di ciascuna delle 3 rate successive: un importo pari a ⅛ del tributo; un ammontare pari a ⅛ degli interessi complessivi da ravvedimento; un importo pari a ⅛ della sanzione da ravvedimento speciale; l'ammontare degli interessi da rateazione, calcolati, sull'importo di ciascuna rata, dal 1°giugno 2024 alla data del versamento di ciascuna rata.



  3. (Vedi circolare n. 11 del 2024)

Accordo di reciprocità tra Italia, Gran Bretagna e Irlanda del Nord ai fini dei rimborsi Iva


Con la Brexit il Regno Unito è considerato Paese terzo rispetto all'Unione europea.
Fino al 31 dicembre 2020 Londra ha operato come Paese membro della Ue sia ai fini doganali che ai fini Iva e accise. Ma a decorrere dal 1°gennaio 2021 il Regno Unito non fa più parte del territorio doganale e Iva dell'Unione europea.



Per questo motivo è stato stipulato un accordo di reciprocità tra l'Italia e il Regno Unito mediante scambio di Note Verbali dai rappresentanti dei due Paesi. In queste Note Verbali i Governi di ambo i Paesi hanno dichiarato di ritenere formalmente sussistenti i presupposti giuridici per il riconoscimento della condizione di reciprocità ai fini dell'erogazione del rimborso Iva per gli acquisti effettuati dagli operatori italiani sul territorio britannico e dagli operatori britannici sul territorio italiano, a partire dal 1°gennaio 2021.

Tale accordo sarà attuato nel rispetto delle legislazioni britannica e italiana e del diritto internazionale.



L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 22/E del 2 maggio 2024, ha chiarito che relativamente alle operazioni effettuate dal 1°gennaio 2021 con il Regno Unito trova applicazione l'art. 38-ter del Dpr n. 633/1972 ai fini dell'erogazione dei rimborsi Iva. Pertanto, i soggetti stabiliti in Italia possono proporre istanza di rimborso Iva al Regno Unito e i soggetti stabiliti nel Regno Unito possono avanzare richiesta di rimborso Iva al ricorrere dei presupposti di cui all'art. 38-ter.



(Vedi risoluzione n. 22 del 2024)

Dlgs n. 1/2024 - Misure in materia di pagamento dei tributi, di comunicazioni obbligatorie e di servizi digitali


Il decreto legislativo 'Adempimenti' contiene misure che attuano principi e criteri direttivi della legge n. 111/2023 (meglio nota come legge 'Delega'). L'articolo 16 del decreto in parola attua le disposizioni della Delega finalizzate a prevedere una revisione generale degli adempimenti tributari diversi da quelli previsti dalla disciplina doganale e da quella in materia di accise e altre imposte indirette sulla produzione sui consumi.


Con la circolare n. 8/E dello scorso 11 aprile l'Agenzia delle Entrate ha illustrato le misure in materia di dichiarazioni fiscali.

Con il presente documento di prassi si forniscono agli Uffici le istruzioni operative per garantire l'uniformità di azione, in relazione ad altre misure di semplificazione e razionalizzazione, con particolare riguardo a quelle connesse al pagamento dei tributi, alle comunicazioni obbligatorie, ai servizi digitali, agli strumenti elettronici di pagamento e all'invio di comunicazioni e inviti da parte dell'Amministrazione finanziaria.



Semplificazioni relative ai pagamenti dei tributi

Per il pagamento delle somme a rate dovute a titolo di saldo o di acconto relative alle imposte e ai contributi risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce presentate, l'articolo 8 del decreto Adempimenti apporta modifiche alla normativa disponendo: il differimento, dal 30 novembre al 16 dicembre, del termine ultimo entro il quale perfezionare la rateizzazione. Per tutti i contribuenti viene poi individuata un'unica data di scadenza, prevista per il 16 di ogni mese, entro la quale effettuare il pagamento delle rate mensili successive alla prima.



L'articolo 9 del decreto Adempimenti dispone la riduzione della frequenza dei versamenti periodici dovuti, qualora di ammontare poco significativo. Per i soggetti passivi Iva che liquidano l'imposta con cadenza mensile e per quelli che la liquidano ogni tre mesi è previsto l'innalzamento a 100 euro (in luogo del previgente limite di 25,82 euro) dell'importo minimo dell'Iva periodica dovuta da corrispondere. Se l'importo dell'Iva periodica non supera i 100 euro, questa somma può essere versata congiuntamente a quella relativa al periodo successivo, ma senza superare la data del 16 dicembre dell'anno di riferimento.



Gli articoli 17 e 18 del decreto Adempimenti prevedono novità sulle modalità di pagamento di imposte, contributi e altre somme. Il decreto dispone, infatti, per i versamenti 'ricorrenti, rateizzati e predeterminati' la possibilità di disporre in via preventiva, su un conto aperto presso un intermediario della riscossione convenzionato con le Entrate, l'addebito di somme dovute per scadenze future. La disposizione permette, pertanto, al contribuente o all'intermediario autorizzato, di inviare in unica soluzione tutti i modelli F24, consentendo di effettuare il pagamento degli importi dovuti alle varie scadenze future.
L'articolo 18 del decreto stabilisce che per i versamenti di imposte e contributi il contribuente può utilizzare anche gli strumenti di pagamento offerti dalla piattaforma 'PagoPA'.




Razionalizzazione delle comunicazioni obbligatorie

L'articolo 4 del decreto Adempimenti legittima il depositario delle scritture contabili a comunicare, in caso di inerzia del cliente, all'Agenzia delle Entrate il recesso dal proprio incarico. Questo per evitare che, in caso di controlli, gli organi verificatori si rechino presso un depositario ormai cessato. In questo modo viene consentito a quest'ultimo di liberarsi, anche nei confronti del fisco, dall'obbligo di tenuta e conservazione delle scritture del contribuente.



L'articolo 12 del decreto Adempimenti stabilisce che l'invio telematico al Sistema Tessera Sanitaria dei dati riguardanti le spese sanitarie sostenute dalle persone fisiche a partire dal 1°gennaio 2024 avvenga ogni sei mesi. In attuazione di questa misura il Mef ha fissato i relativi termini di trasmissione. Ricordiamo che l'invio al Sistema TS delle spese sanitarie sostenute dall'anno 2021 all'anno 2023 è stato effettuato sempre con cadenza semestrale. Per effetto della novità, invece, la trasmissione dei dati al Sistema TS relativi alle spese sanitarie, sostenute a partire dal 1°gennaio 2024, assume 'a regime' una cadenza semestrale e deve essere effettuata rispettando le seguenti scadenze:


  • entro il 30 settembre di ciascun anno, per le spese sostenute nel primo semestre dell'anno stesso;

  • entro il 31 gennaio di ciascun anno, per le spese sanitarie sostenute nel secondo semestre dell'anno precedente.



Per effetto di quanto previsto all'articolo 4-quinquies del decreto 'Anticipi', tale adempimento può venire meno per i commercianti al minuto di farmaci che memorizzano elettronicamente e trasmettono telematicamente i dati relativi ai corrispettivi giornalieri.



Rafforzamento dei servizi digitali e incentivi all'utilizzo di strumenti elettronici

L'accesso ai servizi telematici offerti dall'Agenzia delle Entrate e dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione è attualmente consentito per mezzo di diversi modelli di delega. Gli incentivi all'utilizzo dei servizi digitali messi a disposizione passano attraverso:


  • la procedura uniforme di conferimento della delega; in questo modo sarà possibile per i contribuenti delegare gli intermediari all'utilizzo di uno o più servizi messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate e dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione, con un'unica operazione;

  • il potenziamento dei servizi digitali esistenti e l'introduzione di nuovi. Questo al fine di eliminare la necessità di doversi recare fisicamente presso gli uffici delle Entrate. Potenziare i canali di assistenza a distanza e consentire la registrazione delle scritture private e il confronto a distanza tra contribuente e Amministrazione finanziaria figurano tra i servizi digitali preposti;

  • la messa a disposizione dei contribuenti, all'interno della propria area riservata del sito internet dell'Agenzia delle Entrate, di servizi digitali per la consultazione e l'acquisizione di tutti gli atti e le comunicazioni gestiti dalle Entrate che li riguardano;

  • memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri per i soggetti che effettuano l'attività di commercio al minuto e assimilate mediante soluzioni software che garantiscono la sicurezza e l'inalterabilità dei dati. Le soluzioni software in parola devono poter essere installate su un qualsiasi dispositivo (come gli 'SmartPOS') e devono consentire la piena integrazione e interazione del processo di registrazione dei corrispettivi con il processo di pagamento elettronico.




Sospensione dell'invio di comunicazioni e inviti

L'articolo 10 del decreto Adempimenti introduce due periodi di sospensione, nell'arco dell'anno, dell'invio di comunicazioni concernenti gli esiti di controlli automatizzati delle dichiarazioni, delle comunicazioni concernenti gli esiti dei controlli formali delle dichiarazioni e gli inviti al contribuente all'adempimento spontaneo. La sospensione riguarda il periodo dal 1° al 31 agosto e il periodo dal 1° al 31 dicembre. Per effetto di questa novità è precluso all'Agenzia delle Entrate nei periodi indicati l'invio degli atti sopra indicati, salvo il caso in cui ricorrano ipotesi di indifferibilità e urgenza.



La sospensione dell'invio degli atti da parte dell'Agenzia delle Entrate nel mese di agosto non incide sulla sospensione prevista per legge nel periodo 1° agosto - 4 settembre, dei termini per la trasmissione di documenti e informazioni richiesti ai contribuenti da parte della stessa Agenzia delle Entrate o da altri enti impositori.



(Vedi circolare n. 9 del 2024)