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Novità fiscali

Istituzione del codice tributo per il versamento delle somme dovute a seguito delle attività di controllo, di conciliazione giudiziale e di presentazione dell'istanza di ravvedimento e riliquidazione dell'imposta, in relazione alla registrazione di atti.


L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 35/E dell'11 luglio 2024, ha istituito i codici tributo che andranno utilizzati per il versamento, tramite il modello F24, degli importi dovuti a seguito delle attività di controllo, di conciliazione giudiziale e della presentazione di istanza per ravvedimento e riliquidazione dell'imposta in relazione alla registrazione di atti.



Per agevolare i contribuenti ad individuare l'esatta codifica, nelle tabelle, in corrispondenza dei codici tributo di nuova istituzione, è riportato il codice tributo relativo al mod. F23.



La risoluzione riporta 4 gruppi di codici di seguito distinti:


  • Somme dovute a seguito di definizione per pagamento o per acquiescenza ex art. 15 Dlgs n. 218/1997 (codici tributo da 'A211' a 'A217');

  • Somme dovute a seguito di definizione delle sole sanzioni ex art. 17 Dlsg n. 472/1997 (codice tributo 'A220');

  • Somme dovute a seguito di accertamento con adesione di cui al Dlgs n. 218/1997 (codice tributo da 'A218' a 'A225');

  • Somme dovute a seguito di conciliazione giudiziale di cui al Dlgs n. 546/1992 (Codice tributo da 'A228' a A234').



Somme dovute a seguito della presentazione di istanza per ravvedimento e riliquidazione dell'imposta



In ipotesi di avvisi di liquidazione per imposta complementare a seguito di istanza del contribuente, ove ne ricorrano i presupposti per avvalersi dell'istituto del ravvedimento operoso, l'Agenzia istituisce una serie di codici tributo che vanno da 'A237' a 'A247' per consentire il versamento, tramite modello F24, degli importi specificati.




Somme dovute alla Cassa Nazionale del Notariato e agli Archivi Notarili a seguito delle attività di controllo, di conciliazione giudiziale e della presentazione di istanza per ravvedimento e riliquidazione dell'imposta



Per il versamento tramite mod. F24 degli importi dovuti alla Cassa Nazionale del Notariato e agli Archivi Notarili, a seguito della presentazione di istanza per ravvedimento e riliquidazione dell'imposta, delle attività di controllo o di conciliazione giudiziale, l'Agenzia delle Entrate istituisce i codici tributo da 'A248' a 'A251'. Per agevolare i contribuenti ad individuare l'esatta codifica, nella tabella, in corrispondenza dei codici di nuova istituzione, è riportato il codice tributo relativo al mod. F23.



(Vedi risoluzione n. 35 del 2024)

Legge di Bilancio 2024 e decreto 'Agevolazioni' - Modifiche alle procedure di compensazione di crediti


La legge di Bilancio 2024 ha introdotto misure di razionalizzazione e di contrasto all'evasione riguardanti la disciplina delle compensazioni di crediti.

In tema di compensazione dei crediti fiscali il decreto legge n. 39/2024, meglio conosciuto come decreto 'Agevolazioni', ha sostituito il comma 49-quinquies dell'articolo 37 del decreto legge n. 223/2006.


L'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 16/E del 28 giugno 2024, ha fornito le istruzioni operative agli uffici per garantirne l'uniformità di azione. Le nuove disposizioni, in vigore dal 1°luglio 2024, riguardano:


  • l'obbligo generalizzato di effettuare la compensazione dei crediti per mezzo dei servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate, anche con riferimento ai crediti maturati nei confronti dell'Inps e dell'Inail;

  • l'esclusione, a decorrere dal 1°luglio 2024, della facoltà di avvalersi della compensazione dei crediti in presenza di iscrizioni a ruolo per imposte erariali, nonché di carichi affidati agli agenti della riscossione di importo complessivamente superiore a 100 mila euro.





Obbligo di utilizzo dei soli servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate in caso di compensazione

Fino alla fine di giugno 2024 la modalità di trasmissione dei modelli di pagamento F24 comprendenti crediti da compensare avviene:


  • esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate, nel caso in cui il saldo finale sia di importo pari a zero;

  • anche mediante i servizi telematici messi a disposizione dagli intermediari della riscossione convenzionati con l'Agenzia delle Entrate, nel caso in cui il saldo finale sia di importo positivo.


A decorrere dal 1°luglio 2024, invece, tutti i versamenti unitari da effettuare mediante l'utilizzo di crediti in compensazione devono essere eseguiti 'esclusivamente mediante i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate'.

Tale obbligo sussiste, a decorrere dalla stessa data, anche per l'utilizzo in compensazione dei crediti indicati dalle legge di Bilancio 2024, ovvero i crediti maturati a titolo di contributi nei confronti dell'Inps e a titolo di premi e accessori nei confronti dell'Inail.

In merito all'utilizzo dei crediti maturati nei confronti di Inps e Inail, la manovra 2024 ha introdotto ulteriori condizioni le cui decorrenze e modalità applicative saranno definite con appositi provvedimenti.




Esclusione dalla facoltà di avvalersi della compensazione in presenza di carichi di importo superiore a 100 mila euro

La manovra 2024 ha introdotto il comma 49-quinqies all'art. 37 del DL n. 223/2006 che stabilisce un limite all'utilizzo in compensazione dei crediti ulteriore rispetto al divieto di compensazione disposto dal D n. 78/2010, convertito dalla legge n. 122/2010.



Il decreto Agevolazioni ha sostituito, con decorrenza dal 1°luglio 2024, la disposizione di cui al comma 49-quinquies. La nuova formulazione prevede che è esclusa la facoltà di avvalersi della compensazione della compensazione orizzontale nei casi in cui il contribuente abbia, alla data di trasmissione della delega di pagamento contenente la compensazione, un ammontare complessivo di carichi affidati all'agente della riscossione di importo superiore a 100 mila euro.



Ai fini del raggiungimento della soglia di 100 mila euro, rilevano gli importi relativi ai carichi affidati all'agente della riscossione concernenti le imposte erariali e i relativi accessori, quelli affidati all'agente della riscossione relativi ad atti comunque emessi dall'Agenzia delle Entrate, ivi comprese le somme oggetto gli atti di recupero di crediti non spettanti o inesistenti con termini di pagamento scaduti e non oggetto di sospensione, di rateazione o di definizione agevolata per mezzo della rottamazione-quater. Gli atti di accertamento esecutivi, invece, vi concorrono se sono trascorsi 30 giorni dal relativo termine di pagamento.



Al sussistere delle condizioni normativamente previste alla data di trasmissione del modello F24, per il contribuente è esclusa la facoltà di avvalersi della compensazione 'orizzontale'. Fa eccezione, per effetto della nuova formulazione del comma 49-quinquies, la compensazione dei crediti maturati nei confronti di Inps e Inail. Qualora operi il divieto, pertanto, non è consentito esporre nella medesima delega di pagamento sia crediti Inps o Inail sia i crediti per i quali opera l'inibizione alla compensazione.



È bene ricordare che il tetto di 100 mila euro deve intendersi come limite assoluto e, quindi, anche nel caso in cui il contribuente abbia crediti di importo superiore a quello dei carichi affidati, non potrà effettuare alcuna compensazione se non provvede prima al pagamento del debito scaduto.



La rimozione o la riduzione fino a 100 mila euro dei carichi affidati all'agente della riscossione per imposte erariali e relativi accessori, potrà essere conseguita dal contribuente anche per mezzo dell'utilizzo in compensazione di crediti concernenti le sole imposte erariali. Per gli atti di recupero di crediti non spettanti o inesistenti utilizzati in compensazione, restano ferme le disposizioni normative che consentono di avvalersi della compensazione. I debiti riguardanti tali atti, ai fini della rimozione dell'inibizione, dovranno essere estinti o ridotti esclusivamente per mezzo del relativo pagamento senza compensazione.



Il nuovo comma 49-quinquies dell'art. 37 Dl 223/2006 stabilisce che ove non trovi applicazione il divieto alle compensazioni 'resta ferma l'applicazione dell'art. 31 del decreto legge 31 maggio 2010 n. 78'. In altre parole, ove l'ammontare dei carichi affidati all'agente della riscossione sia superiore a 1.500 euro, ma non superiore a 100 mila euro, si applica l'art. 31, comma 1, del Dl 78/2010; qualora, invece, l'ammontare dei carichi affidati sia superiore a 100 mila euro, si applica il solo articolo 37, comma 49-quinquies Dl 223/2006.



Il divieto alle compensazioni introdotto dalla legge di Bilancio 2024 e, ridefinito dal decreto Agevolazioni, pertanto, si differenzia dal divieto di compensazione di cui all'art. 31, comma 1, del decreto legge n. 78/2010, ancora vigente, secondo il quale la compensazione dei crediti relativi ad imposte erariali è vietata fino a concorrenza dell'importo dei debiti, di ammontare superiore a 1.500 euro, iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori e per i quali è scaduto il termine di pagamento.



Le due disposizioni presentano caratteristiche diverse, in particolare:


  • ai sensi dell'art. 31, comma 1, Dl 78/2010, opera il divieto di compensazione dei crediti erariali in presenza di carichi affidati all'agente della riscossione per imposte erariali e relativi oneri accessori di ammontare superiore a 1.500 euro;

  • in forza del nuovo comma 49-quinquies dell'art. 37 Dl 223/2006 sussiste il divieto di utilizzo in compensazione di tutti i crediti (erariali e di natura agevolativa), fatta eccezione per i crediti indicati alle lettere e), f) e g) del comma 2 dell'art. 17 Dlgs n. 241/1997, in presenza di carichi affidati all'agente della riscossione di cui al medesimo comma 49-quinquies per importi complessivamente superiori a 100 mila euro.


L'inibizione alle compensazioni introdotta dalla novella normativa si differenzia dal divieto di compensazione di cui al citato articolo 31, comma 1, Dl 78/2010, prima di tutto, perché vieta l'utilizzo in compensazione non solo dei crediti relativi alle imposte erariali, ma anche di quelli aventi natura agevolativa.



Di conseguenza, se l'iscrizione a ruolo per debiti relativi a imposte erariali e accessori di ammontare complessivo superiore a 1.500 euro impedisce la compensazione dei soli crediti erariali, l'affidamento di carichi all'agente della riscossione per importi superiori a 100 mila euro, in base alla novella normativa, inibisce la compensazione 'orizzontale' di crediti di qualsiasi natura, fatti salvi i crediti indicati alle lettere e), f) e g) del comma 2 dell'art. 17 Dlgs 241/1997. Resta ferma la possibilità di estinguere i ruoli per debiti relativi a imposta erariali mediante l'utilizzo in compensazione dei soli crediti della stessa natura al fine di ridurre l'ammontare delle iscrizioni a ruolo a un importo pari o inferiore alla soglia di 100 mila euro e, conseguentemente, consentire l'utilizzo in compensazione dei crediti agevolativi.



(Vedi circolare n. 16 del 2024)

Trascrizione dei sequestri conservativi effettuati ai sensi degli artt. 74 e 75 del Codice di giustizia contabile a tutela delle ragioni erariali - Trattamento ai fini dell'imposta ipotecaria


Con la risoluzione n. 33/E del 2 luglio 2024 l'Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito al corretto trattamento, ai fini dell'imposta ipotecaria, applicabile alle trascrizioni dei sequestri conservativi effettuate ai sensi dell'artt. 74 e 75 del Codice di giustizia contabile.



L'Agenzia ha chiarito che la trascrizione dei provvedimenti di sequestro contabile, delle domande giudiziali e delle altre formalità a tutela delle ragioni del creditore, nelle procedure in cui non sia parte danneggiata lo Stato, non possono godere dell'esenzione di cui all'art. 1, comma 2, del Tuic. Tali fattispecie, trattandosi di 'formalità richieste dalle amministrazioni dello Stato quando le spese relative devono far carico ad altri', rientrano nell'ambito applicativo dell'articolo 15, comma 1, lett. b) del Tuic.



Il documento di prassi amministrativa sintetizza che le formalità richieste dalle Procure regionali della Corte dei conti, ad eccezione di quelle effettuate nell'interesse dello 'Stato-persona', che in quanto tali godono dell'esenzione dell'imposta ai sensi dell'art. 1, comma 2, del Tuic, possono essere eseguite a norma dell'articolo 15 dello stesso Tuic. Eseguita la formalità, l'Ufficio procederà al recupero dei tributi contro gli obbligati al pagamento elencati all'articolo 11, comma 2, del Tuic, ovvero nei confronti del soggetto pubblico o privato a favore del quale è stata eseguita la formalità.



(Vedi risoluzione n. 33 del 2024)

Istituzione del codice tributo per l'utilizzo del credito d'imposta a favore delle imprese operanti nei piccoli Comuni della Regione Autonoma della Sardegna


Per consentire l'utilizzo in compensazione da parte dei beneficiari del contributo sotto forma di credito d'imposta a favore delle imprese operanti nei piccoli Comuni della Regione Autonoma della Sardegna, tramite modelle F24 da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici, l'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 34/E del 2 luglio 2024, ha istituito il seguente codice tributo: '7033' denominato: 'Credito d'imposta a favore delle imprese operanti nei piccoli Comuni della Regione Sardegna, di cui all'art. 13, comma 2, lett. d) della legge regionale della Regione Autonoma della Sardegna 9 marzo 2022 n. 3'.



(Vedi risoluzione n. 34 del 2024)

Soppressione del codice tributo '8200' per il versamento delle somme dovute per la definizione di cui all'art. 36, comma 2, del decreto legge n. 124/2019


L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 31/E del 24 giugno 2024, ha disposto la soppressione del codice tributo '8200' istituito per il versamento tramite il modello F24 ELIDE delle somme dovute per la definizione di cui all'articolo 36, comma 2, del decreto legge n. 124/2019, convertito con modificazioni dalla legge 19 dicembre 2019 n. 157. L'abolizione è dovuta al fatto che sono trascorsi i termini per fruire della definizione agevolata con la quale era possibile beneficiare delle tariffe incentivanti sull'energia elettrica stabilite dal Gestore dei servizi elettrici (Gse). La definizione si perfezionava con la presentazione della documentazione e con il pagamento degli importi dovuti entro il 31 dicembre 2020.



(Vedi risoluzione n. 31 del 2024)

EPPI - Istituzione causale contributo per il versamento delle somme derivanti dal recupero delle prestazioni pensionistiche


Per consentire il versamento delle somme derivanti dal recupero delle prestazioni pensionistiche l'EPPI ovvero l'Ente di previdenza dei periti industriali ha chiesto all'Agenzia delle Entrate di istituire una causale contributo. Con la risoluzione n. 32/E del 24 giugno 2024, l'Agenzia ha provveduto istituendo la causale contributo 'E073' denominata 'EPPI - Recupero oneri pensionistici'. Andrà utilizzata con il modello F24 per il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti dai contribuenti iscritti all'Ente in parola.



(Vedi risoluzione n. 32 del 2024)

Indici sintetici di affidabilità fiscale - periodo d'imposta 2023


Con la circolare n. 15/E del 25 giugno 2024 l'Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito alle novità in materia di indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), in applicazione per il periodo d'imposta 2023.

Il documento di prassi amministrativa fa un excursus delle norme intervenute nell'ultimo anno che hanno prodotto effetti nella disciplina degli ISA.

La circolare rappresenta anche un'occasione per fornire una rassegna sistematica dei diversi atti e documenti normativi di attuazione disciplinati nei mesi scorsi.

Si illustrano le principali novità correlate alla metodologia di elaborazione e aggiornamento degli ISA.

Ogni anno, infatti, gli ISA vengono aggiornati per garantire la capacità dello strumento di cogliere adeguatamente le peculiarità dei diversi comparti economici cui gli stessi si riferiscono.

In particolare, il processo evolutivo e di affinamento dello strumento ha riguardato la revisione biennale di 88 indici nonché l'aggiornamento di tutti i 175 ISA in vigore, al fine di consentirne una più aderente applicazione al periodo d'imposta 2023.

La seconda parte del documento si limita a una rapida rassegna delle principali attività che contribuenti e operatori professionali che prestano loro assistenza devono effettuare per l'applicazione degli stessi.



Gli interventi normativi in materia di ISA
Dlgs 8 gennaio 2024 n. 1 'Razionalizzazione e semplificazione delle norme in materia di adempimenti tributari'


Al Governo spetta il compito di revisionare il sistema tributario dopo la delega conferita. A tal fine è stato emanato il decreto legislativo 8 gennaio 2024 n. 1 - 'Razionalizzazione e semplificazione delle norme in materia di adempimenti tributari'. Alcuni articoli della norma delegata hanno interessato gli ISA.



L'articolo 5 del decreto legislativo adegua l'applicazione degli ISA ai rilevanti cambiamenti della classificazione delle attività economiche che dovrebbero essere operativi dal prossimo anno. Dovrebbe entrare in funzione a partire dal 1°gennaio 2025, ad esempio, la nuova classificazione Ateco. A titolo di esempio la circolare segnala la modifica della divisione 47 dedicata al commercio al dettaglio e l'introduzione ex novo di codici attività relativi all'intermediazione nei servizi e nel commercio al dettaglio.

Tali interventi richiederanno, infatti, per il periodo d'imposta 2024, una revisione anticipata dei 15 ISA che trovano applicazione per i codici attività interessati da tali modifiche.
La revisione anticipata dei 15 ISA, già approvati per il periodo d'imposta 2023, si rende necessaria perché negli ISA del commercio al dettaglio dovranno confluire gli ISA del commercio ambulante.



L'articolo 6 del decreto legislativo n. 1/2024 anche noto come decreto Adempimenti ha disposto la riduzione degli oneri compilativi dei modelli degli ISA. La norma vuole potenziare sempre più il patrimonio informativo che l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione del contribuente, sotto forma anche di dati precompilati, semplificando gli adempimenti dichiarativi.

Per il periodo d'imposta 2023 sono state introdotte alcune novità fra cui la messa a disposizione delle seguenti variabili, utilizzate nella funzione di stima dell'indicatore elementare di affidabilità 'Valore aggiunto per addetto' dell'ISA DG37U:


  • Quota giornate retribuite dipendenti con età compresa tra 50 e 59 anni sul totale delle giornate retribuite dipendenti;

  • Quota giornate retribuite dipendenti con età oltre o pari a 60 anni sul totale delle giornate retribuite dipendenti'.


Il ricorso alle banche dati Inps-Uniemens ha consentito di fornire al contribuente ulteriori informazioni necessarie al calcolo dell'ISA DG37U, favorendo il processo di semplificazione dell'adempimento dichiarativo ISA.

La finalità di questo tipo di interventi è quella di rendere sempre più puntuale l'analisi svolta dagli ISA, arricchendo la base informativa senza appesantire l'adempimento dichiarativo.



L'articolo 7 del decreto ha previsto la fissazione di un termine stabilito per legge per la pubblicazione del software ai fini dell'applicazione degli ISA. La norma dispone che:


  • per l'anno 2024 il software 'Il tuo ISA' venga reso disponibile entro il mese di aprile del periodo d'imposta successivo a quello di applicazione degli ISA;

  • a decorrere dall'anno 2025 il software 'Il tuo ISA' venga reso disponibile entro il giorno 15 del mese di marzo del periodo d'imposta successivo a quello di applicazione degli ISA.


Per il periodo d'imposta 2024 la pubblicazione dovrà avvenire entro il 15 aprile 2025.



L'articolo 14 del decreto Adempimenti ha previsto l'innalzamento delle soglie su cui applicare i benefici premiali previsti. Con la modifica in parola sono previsti i seguenti benefici:


  1. l'esonero dall'apposizione del visto di conformità per la compensazione di crediti per un importo non superiore a 70 mila euro annui relativamente all'Iva e un importo non superiore a 50 mila euro annui relativamente alle imposte dirette e all'Irap;

  2. l'esonero dall'apposizione del visto o dalla prestazione della garanzia per i rimborsi Iva per un importo non superiore a 70 mila euro annui.


La modulistica

In merito alla modulistica ISA2024 si segnala la novità presente quest'anno nel quadro F che si è reso necessario introdurre a seguito dell'entrata in vigore, per il periodo d'imposta 2023, della manovra 2024 che consente l'adeguamento delle esistenze iniziali dei beni di cui all'art. 92 del Tuir.

Nel quadro F è stato introdotto il campo 2 del rigo F08, che consente al contribuente di indicare se è stato effettuato l'adeguamento del valore delle esistenze iniziali.




Il regime premiale ISA

L'articolo 14 del decreto Adempimenti ha aggiornato i benefici premiali del regime ISA. L'incremento sale:


  • da 50 mila a 70 mila euro annui della soglia al di sotto della quale non è richiesto il visto di conformità per l'utilizzo in compensazione del credito Iva. Gli stessi soggetti sono esonerati dall'apposizione del visto di conformità o dalla prestazione della garanzia per i rimborsi dell'Iva per un importo non superiore a 70 mila euro annui;

  • da 20 mila a 50 mila euro annui della soglia al di sotto della quale non è richiesto il visto di conformità per l'utilizzo dei crediti imposte dirette e Irap.


L'incremento delle soglie va considerato in aggiunta rispetto alle soglie precedentemente previste e non in sostituzione.



Ulteriori chiarimenti

L'inizio nel corso del periodo d'imposta dell'attività di agriturismo può costituire causa di esclusione dall'applicazione degli ISA?

Ai fini dell'applicazione degli ISA l'indirizzo di prassi è quello di identificare l'inizio dell'attività con il momento di apertura della partita Iva. L'inizio dell'attività agrituristica è sempre successiva all'inizio dell'attività agricola, in quanto lo svolgimento della prima è subordinato all'esercizio in via principale della seconda. Conseguentemente l'inizio dell'attività agrituristica e il momento di apertura della partita Iva non possono essere contestuali. Il contribuente che avvia l'attività agrituristica non può incorrere nella causa di esclusione dell'inizio attività perché quest'ultima sarà sempre riconducibile al momento in cui è stata aperta la posizione per lo svolgimento dell'attività agricola.



(Vedi circolare n. 15 del 2024)