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Novità fiscali

Studi di settore e parametri – periodo di imposta 2017


Con la circolare n. 14/E del 6 luglio 2018 l'Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito all'applicazione degli studi di settore e dei parametri per il periodo d'imposta 2017. Tale annualità sarà l'ultima alla quale gli studi potranno essere applicati, poi entreranno in vigore gli Isa cioè i nuovi indici sintetici di affidabilità fiscale. Il documento ricorda che la legge di Bilancio 2018 ha prorogato al 2018 l'applicazione degli Isa introdotti originalmente dal dl 50/2017 a partire dal periodo d'imposta 2017. La circolare osserva che tutti i 193 studi in vigore per il periodo d'imposta 2016 sono stati aggiornati per consentirne una corretta applicazione anche al periodo d'imposta 2017. Tale aggiornamento ha riguardato anche i parametri. Il Mef, con il decreto del 23 marzo 2018, ha approvato, per il periodo d'imposta 2017, cinque specifici indicatori territoriali per tenere conto del luogo in cui viene svolta l'attività economica e dei correttivi (di cassa) per le imprese minori in contabilità semplificata. Sul punto la circolare ricorda che questi correttivi si applicano solo per i contribuenti in regime d'impresa in contabilità semplificata, ad esclusione di quelli che hanno optato per l'applicazione del regime del registrato ai fini Iva.
Gli interventi correttivi di cassa servono per tenere conto del passaggio dal regime contabile basato sul principio di competenza a quello improntato alla cassa.
I correttivi 'di cassa' si sono resi necessari per tenere conto delle nuove regole di determinazione della base imponibile Irpef e Irap e consentire la corretta applicazione degli studi di settore ai contribuenti minori in regime di contabilità semplificata. Al fine di consentire la corretta applicazione degli studi di settore ai contribuenti minori è stata elaborata una metodologia, in relazione al solo periodo d'imposta 2017 che prevede l'obbligo di dichiarare nel modello degli studi di settore il valore delle rimanenze finali di magazzino. Per quanto concerne il valore da attribuire alle rimanenze finali, la circolare ricorda che andrà indicato il valore effettivo delle merci presenti in magazzino al 31 dicembre 2017. Si tratta di un dato da determinarsi in via extracontabile, che attiene all'effettiva consistenza del magazzino a fine 2017, indipendentemente dall'avvenuta manifestazione finanziaria del costo. Sempre in relazione alle novità riguardanti i dati contabili degli studi di settore per le imprese in semplificata in regime di cassa la circolare richiama l'attenzione sulla necessità di compilare i righi da F42 a F44. Ciò a vantaggio del contribuente perché dovrebbe contribuire ad abbassare la stima di Gerico. Non dovranno, invece, compilare i righi da F42 a F44, ma solo barrare il rigo F41 i contribuenti in semplificata che hanno optato per il regime del registrato.
Con riferimento al regime premiale la circolare conferma che per il periodo d'imposta 2017 trovano applicazione i medesimi criteri applicati per le annualità 2014, 2015 e 2016. In particolare, con il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate del 1°giugno 2018, è stato disciplinato l'accesso al regime premiale, per il solo periodo di imposta 2017, per 155 studi di settore.

(Vedi circolare n. 14 del 2018)

Istituzione dei codici tributo per l'utilizzo delle agevolazioni in riduzione dei versamenti da effettuarsi tramite F24 in favore delle micro e piccole imprese e dei professionisti localizzati nelle Zfu


Con la risoluzione n. 55/E del 12 luglio 2018 l'Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per l'utilizzo in compensazione delle agevolazioni in riduzione dei versamenti da effettuarsi, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997 n. 241, tramite modello F24, in favore delle micro e piccole imprese e dei professionisti localizzati nelle zone franche urbane di cui alla delibera CIPE n. 14 dell'8 maggio 2009, non comprese nell'ex obiettivo Convergenza.

(Vedi risoluzione n. 55 del 2018)

Imposta di bollo sull'istanza per occupazione di suolo pubblico finalizzata alla raccolta firme a sostegno di referendum, iniziative legislative popolari, petizioni ed istanze


L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 56/E del 18 luglio 2018, chiarisce che le richieste di occupazione del suolo pubblico e le relative autorizzazioni rilasciate dai Comuni per la raccolta di firme possono essere esentate dal pagamento dell'imposta di bollo. A tal fine è tuttavia necessario che: siano finalizzate a sottoscrivere petizioni alle Camere, al Parlamento europeo, ai consigli regionali e delle province autonome e ai consigli degli enti locali; siano rivolte a promuovere la presentazione di proposte di legge di iniziativa popolare o di referendum. Le richieste di autorizzazione, finalizzate ad iniziative diverse da quelle sopra descritte sono soggette all'imposta di bollo nella misura di euro 16,00. Per l'applicazione dell'agevolazione rileva esclusivamente la circostanza che le richieste di occupazione del suolo pubblico e le relative autorizzazioni comunali siano riconducibili all'esercizio dei diritti elettorali come sopra individuati e alle condizioni espresse.

(Vedi risoluzione n. 56 del 2018)

Istituzione dei codici tributo per il versamento delle somme dovute in relazione alla registrazione degli atti dell'autorità giudiziaria richieste dall'Agenzia delle Entrate. Ridenominazione dei codici tributo istituiti con la risoluzione n. 16/E/2016


Per consentire il versamento, tramite modello F24, di tutte le somme dovute in relazione alla registrazione degli atti dell'autorità giudiziaria richiesti dagli uffici del fisco, l'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 57/E del 18 luglio 2018, ha istituito il codice tributo 'AAGG' denominato 'Registrazione atti giudiziari – somme liquidate dall'ufficio'. Il versamento di tali somme può essere effettuato utilizzando il modello precompilato disponibile sul sito internet delle Entrate e allegato all'avviso di liquidazione emesso dall'ufficio. Qualora il contribuente intenda versare solo una quota dell'importo complessivamente richiesto, può utilizzare i nuovi codici tributo 'A196' e 'A197' nonché i codici tributo istituiti per altre imposte dalla risoluzione n. 16/E72016 appositamente ridenominati dal presente documento di prassi amministrativa. Le spese di notifica relative agli avvisi di liquidazione emessi dagli uffici sono versate con il codice tributo '9400 – spese di notifica per atti impositivi'.

(Vedi risoluzione n. 57 del 2018)

Residenza fiscale all'estero prima dell'impatrio per i soggetti di cui all'art. 16, comma 2, del Dlgs 147/2015


L'Agenzia delle Entrate dedica la risoluzione n. 51/E del 6 luglio 2018 al regime speciale per i lavoratori impatriati disciplinato dall'articolo 16 del Dlgs n. 147/2015. Scopo del provvedimento è incentivare il trasferimento in Italia di lavoratori con alte qualificazioni e specializzazioni. L'incentivo fiscale previsto rende imponibile nella misura del 50% il reddito prodotto in Italia dai soggetti che vi trasferiscono la residenza. L'agevolazione si applica a decorrere dal periodo di imposta in cui il soggetto si trasferisce in Italia e per i quattro periodi di imposta successivi. Le condizioni per accedere all'incentivo prevedono il possesso di un titolo di laurea e l'aver svolto continuativamente attività lavorativa all'estero negli ultimi 2 anni oppure, aver eseguito attività di studio fuori dall'Italia negli ultimi 24 mesi, conseguendo un titolo di laurea o una specializzazione post laurea. Per accedere al regime agevolativo è necessaria la residenza all'estero per almeno due periodi di imposta. E' bene ricordare che si considerano residenti in Italia le persone fisiche che per almeno 183 giorni sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza. Nel caso prospettato sussistono le condizioni per l'applicazione del regime speciale in quanto il soggetto interessato è cittadino dell'Unione europea, è in possesso di un titolo di laurea e ha svolto continuativamente un'attività di lavoro dipendente fuori dall'Italia per almeno 24 mesi.

(Vedi risoluzione n. 51 del 2018)

Ente di Previdenza dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati – ridenominazione e soppressione delle causali contributo per il versamento dei contributi di spettanza dell'Ente


Con la risoluzione n. 52/E del 9 luglio 2018 l'Agenzia delle Entrate ha ridenominato e soppresso gran parte delle causali contributo per il versamento, tramite modello F24, dei contributi di spettanza dell'Ente di Previdenza dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati. Le causali contributo 'E069' ed 'E070' sono state ridenominate rispettivamente 'EPPI – Capitale e/o spese legali – art. 8, c. 4 e 6, Regolamento per l'attuazione delle attività di previdenza' e 'EPPI – Interessi di mora e sanzioni e/o spese legali – art. 8, c.. 5 e 6, Regolamento per l'attuazione delle attività di previdenza'. Le causali contributo 'E066', 'E067' , 'E068' ed 'E071' sono soppresse a decorrere dal 18 luglio 2018.

(Vedi risoluzione n. 52 del 2018)

Ente Bilaterale UNCI-Confsal – sospensione della causale contributo 'EBUC'


L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 53/E del 9 luglio 2018, rende noto che a partire dal 18 luglio 2018 non sarà più possibile l'utilizzo della causale contributo 'EBUC' nel modello F24 per il versamento dei contributi a favore dell'Ente Bilaterale UNCI-Confsal. Ciò, in quanto l'Inps con la nota protocollo dell'11 giugno 2018 ne ha chiesto la sospensione.

(Vedi risoluzione n. 53 del 2018)

Iva – Chiarimenti sulle modalità di presentazione delle istanze di interpello finalizzate alla esclusione o alla inclusione di soggetti passivi d'imposta in un Gruppo Iva


La partecipazione di più soggetti passivi d'imposta ad un Gruppo Iva richiede la coesistenza tra gli stessi di vincoli finanziari, economici ed organizzativi. Sono escluse dal perimetro del Gruppo Iva le società per le quali il vincolo finanziario è stato acquisito nell'ambito di operazioni di conversione di crediti in partecipazione, poste in essere con finalità conservative e non sulla base di specifiche scelte d'investimento. Per dimostrare la insussistenza del vincolo economico o di quello organizzativo tra soggetti passivi d'imposta presunto in presenza di quello finanziario, o per dimostrare la ricorrenza di quello economico presunto insussistente per i soggetti per i quali il vincolo finanziario è stabilito in dipendenza di operazioni di conversione di crediti in partecipazioni, è prevista la presentazione all'Agenzia delle Entrate di apposita istanza di interpello. Alla presentazione dell'istanza di interpello l'Agenzia fornisce risposta nel termine di 120 giorni. Si pone il problema di verificare se debba ritenersi ammissibile la presentazione dell'interpello anche nel periodo anteriore alla costituzione del Gruppo Iva.
Con la risoluzione n. 54/E del 10 luglio 2018 l'Agenzia delle Entrate ritiene che il previo esercizio dell'opzione per la costituzione del Gruppo Iva non costituisca condizione per la valida presentazione degli interpelli. La inammissibilità di istanze antecedenti la formazione di un soggetto passivo d'imposta unico determinerebbe, infatti, la inclusione nel Gruppo Iva di soggetti passivi privi dei requisiti già al momento della opzione. La legittimazione alla presentazione delle istanze di interpello è riconosciuta sia al soggetto passivo d'imposta rispetto al quale si voglia dimostrare la insussistenza del vincolo economico o di quello organizzativo o la sussistenza di quello economico, sia al rappresentante del Gruppo Iva costituendo o costituito. Questo nonostante la legge preveda il ricorso allo strumento dell'interpello solo per ottenere risposte riguardanti casi concreti e personali. Dunque le risposte fornite dal fisco alle istanze di interpello sono suscettibili di incidere sul Gruppo considerato nel suo complesso.
Per la regolare presentazione dell'interpello è richiesta la sottoscrizione sia del rappresentante del Gruppo Iva costituito o del futuro rappresentante del Gruppo Iva costituendo, sia del membro di cui si vuole provare il difetto o il possesso di un requisito di partecipazione.
La presentazione dell'istanza di interpello da parte del futuro rappresentante non obbliga quest'ultimo all'esercizio dell'opzione di costituzione del Gruppo Iva.
Per agevolare valutazioni complessive si ammette la presentazione di un'unica istanza per la espunzione di più soggetti passivi d'imposta da uno stesso Gruppo Iva o per la inclusione nel medesimo. Le istanze ad oggetto plurimo andranno sottoscritte, oltre che dal rappresentante del Gruppo Iva, da ciascuno dei membri rispetto ai quali si voglia fornire prova contraria alla operatività delle presunzioni.

(Vedi risoluzione n. 54 del 2018)

Nuovo codice tributo per il versamento dell'imposta sostitutiva dell'Irpef ai sensi dell'art. 24-bis del Tuir


Con la risoluzione n. 44/E dell'11 giugno 2018 l'Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo per il versamento, tramite il modello 'F24 Versamenti con elementi identificativi' dell'imposta sostitutiva dell'Irpef sui redditi prodotti all'estero delle persone fisiche che hanno deciso di trasferire la propria residenza fiscale da un Paese estero in Italia. E' bene ricordare che l'imposta è dovuta nella misura forfettaria di centomila euro per ogni anno d'imposta in cui è valida l'opzione; l'importo è ridotto a venticinquemila euro per ciascun familiare del contribuente che esercita l'opzione, nel caso in cui l'opzione sia estesa anche a tali soggetti. Il nuovo codice tributo è 'NRPP' denominato 'Imposta sostitutiva dell'Irpef – Nuovi Residenti – art. 24-bis, comma 2, del Tuir'.

(Vedi risoluzione n. 44 del 2018)

Nuovi codici tributo per l'utilizzo delle agevolazioni a favore delle imprese e dei soggetti localizzati nelle Zfu dei comuni delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpiti dagli eventi sismici


Con la risoluzione n. 45/E del 19 giugno 2018 l'Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo per l'utilizzo in compensazione delle agevolazioni a favore delle imprese e dei titolari di reddito di lavoro autonomo localizzati nella zona franca urbana dei comuni delle regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpiti dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016. Le agevolazioni spettano anche ai soggetti che hanno la sede principale o l'unità locale nei comuni delle regioni indicate che dal 1°novembre 2016 al 28 febbraio 2017 hanno subito una riduzione del fatturato almeno pari al 25% rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente. Per i titolari di imprese individuali o di imprese familiari che hanno subìto una riduzione del fatturato almeno pari al 25% nel periodo dal 1°settembre 2016 al 31 dicembre 2016, rispetto al corrispondente periodo dell'anno 2015, le agevolazioni sono riconosciute con riguardo ai contributi previdenziali e assistenziali con esclusione dei premi per l'assicurazione obbligatoria infortunistica. I nuovi codici tributi sono: 'Z149' – denominato 'ZFU CENTRO ITALIA – Agevolazioni alle imprese e ai titolari di reddito da lavoro autonomo per riduzione versamenti'; e 'Z150' – denominato 'ZFU CENTRO ITALIA – Agevolazioni alle imprese individuali e familiari per riduzione versamenti' .

(Vedi risoluzione n. 45 del 2018)

Credito di imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo


Con la risoluzione n. 46/E del 22 giugno 2018 l'Agenzia delle Entrate risponde all'interpello formulato da una società in merito all'ambito applicativo del credito di imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo. L'oggetto sociale della società è quello di sostenere le attività volte all'organizzazione di manifestazioni fieristiche e di attività congressuali finalizzate alla diffusione e alla conoscenza di beni e servizi, nonché alla loro commercializzazione. Il progetto di ricerca e sviluppo si articola nella realizzazione di software, di servizi web, app e di impianti tecnologici, destinati a supportare l'intero processo di produzione fieristica. L'istante chiede se le attività descritte siano ammissibili al credito di imposta R&S. L'Amministrazione finanziaria per rispondere ha interpellato il Ministero dello Sviluppo Economico tenendo conto degli investimenti effettuati dalla società il cui programma di riorganizzazione aziendale era improntato in una logica di smart factory. Obiettivo degli investimenti era quello di integrare la catena logistica di produzione della fiera includendo tutti i processi relativi a visitatori, espositori e fornitori in una prospettiva di aumenti di efficacia e di efficienza nonché quello di avvicinare i servizi alle persone creando servizi innovativi attraverso l'Internet of Things. Parliamo, in sostanza, di una serie di tecnologie già disponibili e ampiamente diffuse tese ad accompagnare e realizzare la trasformazione tecnologica e la digitalizzazione dei processi produttivi secondo il paradigma 'Industria 4.0'. Il Ministero interpellato ha escluso che gli investimenti posti in essere dalla società possano qualificarsi come attività di ricerca e sviluppo perché mancherebbe sia il requisito della novità che quello del rischio finanziario. Per il Ministero le attività poste in essere dalla società costituiscono ordinarie attività realizzative di un programma di investimenti in capitale fisso, cioè investimenti in beni strumentali impiegati nella realizzazione delle attività caratteristiche dell'impresa. Le considerazioni espresse valgono anche per gli investimenti in acquisizione di licenze di software e sviluppi di software.

(Vedi risoluzione n. 46 del 2018)

Opzione Iri per l'anno d'imposta 2017 – slittamento termini di applicazione regime – versamento carente acconti Irpef


Con la risoluzione n. 47/E del 22 giugno 2018 l'Agenzia delle Entrate risponde ad un interpello in cui il rappresentante legale di una società chiedeva chiarimenti in merito alle modalità di versamento degli acconti Irpef per coloro che già dal 2017 hanno optato per l'assoggettamento all'Iri (Imposta sul reddito d'impresa) in luogo del regime di trasparenza fiscale. Il nuovo regime prevede che il reddito d'impresa prodotto dalle imprese individuali, dalle società di persone e dalle società a responsabilità limitata a ristretta base sociale, non concorra alla formazione del reddito complessivo dei soci – secondo il criterio generale di tassazione per trasparenza previsto per i soggetti Irpef – ma venga assoggettato a tassazione separata con la medesima aliquota prevista per i soggetti Ires (24%), nella misura in cui lo stesso rimanga nel circuito aziendale. La tassazione è invece operata ordinariamente se gli utili prodotti o precedentemente reinvestiti sono prelevati dall'imprenditore o distribuiti ai soci. La legge 205/2017 ha tuttavia rinviato il debutto dell'Iri al 1°gennaio 2018. L'istante, che aveva effettuato l'opzione e calcolato gli acconti dovuti per il 2017 su base previsionale, si è trovato, di fatto, ad aver versato acconti in misura insufficiente. L'Agenzia delle Entrate ha chiarito che laddove il versamento risulti insufficiente solo per effetto dello slittamento dell'applicazione dell'Iri, non è contestabile la sanzione per carente versamento.

(Vedi risoluzione n. 47 del 2018)