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Novità fiscali

Trattamento Ires applicabile ai componenti positivi di reddito derivanti dalla costituzione di un diritto di superficie a tempo determinato


Con la risoluzione n. 37/E del 15 maggio 2018 l'Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sul trattamento applicabile, ai fini Ires, ai componenti positivi di reddito derivanti dalla costituzione di un diritto di superficie a tempo determinato su un terreno di proprietà. La società istante ha chiesto in particolare se il corrispettivo previsto, incassato in tranches trimestrali anticipate, debba concorrere alla formazione del reddito d'impresa anno per anno come ricavo o come plusvalenza da cessione interamente nel periodo d'imposta di stipula dell'atto. Nel caso di specie l'Amministrazione finanziaria ha ritenuto corretta la contabilizzazione dei ricavi in base alla maturazione contrattuale. Ai fini Ires, il corrispettivo conseguito dalla società istante per la costituzione del diritto di superficie a tempo determinato, contabilizzato secondo la maturazione contrattuale, concorre alla formazione del reddito d'impresa della società come ricavo e non come plusvalenza così come imputato in bilancio, in coerenza con il principio di derivazione rafforzata recato dall'art. 83 del Tuir.

(Vedi risoluzione n. 37 del 2018)

Regime Iva del servizio di consulenza in materia di investimenti alla luce del parere espresso dal Comitato Iva nel Working Paper n. 849/2015


Il servizio di consulenza in materia di investimenti fornito da una società non è inquadrabile tra i servizi di intermediazione esenti da Iva se gli interlocutori della società istante sono costituiti unicamente dai propri clienti e non vi è alcun rapporto, sia pure indiretto e/o economico, con i soggetti che promuovono gli strumenti finanziari raccomandati. Ad affermarlo l'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 38/E del 15 maggio 2018. Le modalità con le quali la società istante fornisce il servizio di consulenza in materia di investimenti e, in particolare, la mancanza di qualsiasi collegamento/rapporto tra la società istante e i soggetti che a vario titolo sono coinvolti nella realizzazione della proposta di investimento rivolta al cliente, inducono ad escludere che nel caso prospettato sia ravvisabile un'attività di intermediazione/negoziazione (esente da Iva) secondo la definizione fatta propria dalla Corte di Giustizia Ue e, in senso conforme, dal Comitato consultivo Iva (Working Paper n. 849 del 22 aprile 2015).

(Vedi risoluzione n. 38 del 2018)

Iva. Modifiche alla disciplina della scissione dei pagamenti.


L'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 9/E del 7 maggio 2018, illustra le novità, in vigore dal 1°gennaio 2018, che hanno interessato la disciplina della scissione dei pagamenti. Il documento di prassi amministrativa si sofferma sulle norme introdotte dal dl 148/2017 che hanno esteso l'ambito applicativo dello split payment. A partire dal 1°gennaio 2018 il meccanismo trova infatti applicazione alle operazioni effettuate nei confronti: degli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi alla persona; fondazioni partecipate da amministrazioni pubbliche per una percentuale complessiva del fondo di dotazione non inferiore al 70%; società controllate direttamente o indirettamente dagli enti sopra elencati e dalle società soggette allo split payment; società partecipate per una quota non inferiore al 70% da amministrazioni pubbliche e da enti società soggette allo split payment.
Il documento chiarisce in quali casi il meccanismo della scissione dei pagamenti trova applicazione.
Nel caso di società, le cui quote sono intestate a una società fiduciaria, la valutazione circa l'applicazione della disciplina deve essere effettuata con riferimento alla natura del soggetto a cui fanno capo le quote. Andrà verificato se il fiduciante rientri o meno nell'ambito dello split payment.
In merito alle modalità di liquidazione dei compensi e degli oneri accessori dovuti ai consulenti tecnici d'ufficio (Ctu), l'Agenzia sottolinea che tale compenso è posto a carico di tutte le parti in solido. Pertanto, la Pa, cioè l'amministrazione della giustizia, pur essendo riconducibile nell'ambito della scissione dei pagamenti, non effettua alcun pagamento del corrispettivo nei confronti del Ctu. La conseguenza è che l'Agenzia esclude l'applicabilità della disciplina della scissione dei pagamenti.
Per facilitare l'individuazione dei soggetti che rientrano nello split payment il Mef ha pubblicato alcuni elenchi che permettono ai soggetti passivi Iva di verificare le informazioni relative ai cessionari/committenti e stabilire se applicare o meno la scissione dei pagamenti. Il Dip. Finanze ha di recente chiarito che la disciplina dello split payment ha effetto solo a partire dalla data di effettiva inclusione del soggetto nell'elenco e della sua pubblicazione online. Questo significa che fino a quando l'ente non risulterà inserito nell'elenco aggiornato, non potrà considerarsi assoggettato allo split payment.
Per individuare se una Pa rientri o meno nel perimetro applicativo dello split payment, l'Indice delle pubbliche amministrazioni (Ipa) permette ai fornitori di verificare i riferimenti degli enti pubblici ai quali devono emettere fattura con il meccanismo della scissione. Nei casi dubbi le Pa possono fornire un documento attestante la loro riconducibilità al novero dei soggetti per i quali la scissione trova applicazione.

(Vedi circolare n. 9 del 2018)

Natura del reddito prodotto dalle società tra avvocati (Sta)


Con la risoluzione n. 35/E del 7 maggio 2018 l'Agenzia delle Entrate risponde a un interpello in merito alla natura del reddito prodotto dalle società tra avvocati (Sta). L'esercizio della professione forense svolta in forma societaria costituisce attività d'impresa in quanto è determinante il fatto di operare in una veste giuridica societaria piuttosto che svolgere un'attività professionale. Anche sul piano fiscale, alle società tra avvocati costituite sotto forma di società di persone, di capitali o cooperative, si applicano le previsioni di cui agli articoli 6, ultimo comma, e 81 del Tuir, per effetto delle quali il reddito complessivo delle snc e sas, delle società e degli enti commerciali di cui alle lettere a) e b) del comma 1 dell'art. 73, comma 1, lettera a) e b), da qualsiasi fonte provenga è considerato reddito d'impresa.

(Vedi risoluzione n. 35 del 2018)

Utilizzo in compensazione di un credito inesistente, già recuperato in ambito accertativo e sanzionato


Con la risoluzione n. 36/E dell'8 maggio 2018 l'Agenzia delle Entrate risponde ad un quesito formulato dall'ufficio Accertamento di una Direzione Regionale in merito al trattamento sanzionatorio da adottare a seguito dell'utilizzo in compensazione dei crediti Iva inesistenti, già recuperati in ambito accertativo e sanzionati per illegittima detrazione e infedele dichiarazione. L'ufficio ha chiesto di chiarire se, nell'ipotesi prospettata, debba essere irrogata anche l'ulteriore sanzione di cui all'art. 13, comma 5, del Dlgs 471/1997.
La riforma del sistema sanzionatorio amministrativo, introdotta proprio all'articolo 13 del decreto legislativo citato, ha portato una definizione normativa di credito inesistente e uno specifico regime sanzionatorio dedicato agli omessi versamenti. Si definisce inesistente il credito al quale manca il presupposto costitutivo e la cui inesistenza non sia riscontrabile mediante controlli.
Dal Decreto legislativo 471/1997 e dal decreto legge 185/2008 emerge la volontà del legislatore di dettare una disciplina speciale per sanzionare e recuperare il credito che, artificiosamente creato, è stato utilizzato in compensazione nei modelli F24. In tal caso, poiché l'inesistenza del credito non è riscontrabile partendo dal controllo delle dichiarazioni fiscali, le modalità di recupero dello stesso non possono che essere la notifica di apposito atto di recupero. Viceversa, laddove il credito inesistente da eccedenze d'imposta sia stato esposto in dichiarazione e successivamente utilizzato, si deve procedere unicamente con l'emissione dell'atto di accertamento in rettifica della dichiarazione. Dopo le modifiche del Decreto legislativo 158/2015, detta sanzione è stata 'aggravata' qualora la violazione venga realizzata mediante l'utilizzo di fatture false o mediante artifici o raggiri.
Nella fattispecie prospettata non deve essere sanzionato, in aggiunta a quanto recuperato in ambito accertativo e sanzionato quale infedele dichiarazione ed illegittima detrazione, anche il successivo utilizzo in compensazione del credito inesistente.

(Vedi risoluzione n. 36 del 2018)

Guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all'anno d'imposta 2017: spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, a detrazioni d'imposta, crediti d'imposta ecc.


L'Agenzia delle Entrate, con la corposa circolare n. 7/E del 27 aprile 2018, fornisce indicazioni ai Caf, in vista delle dichiarazioni 2018, su detrazioni, deduzioni, ritenute e crediti d'imposta. Il documento di prassi amministrativa aggiorna la precedente circolare-guida n. 7/2017, tenendo conto delle novità normative intervenute nel corso del 2017. Per agevolare l'individuazione dei chiarimenti necessari a contribuenti e intermediari, l'Amministrazione ha scelto di mantenere lo schema che segue l'ordine dei quadri del modello 730/2018. La circolare richiama i documenti di prassi da ritenersi ancora attuali e fornisce nuovi chiarimenti non solo alla luce delle modifiche normative intervenute, ma anche delle risposte fornite ai quesiti posti dai contribuenti in sede di interpello o dai Caf e dai professionisti abilitati. Il documento elenca anche la documentazione che i contribuenti devono esibire al Caf o al professionista abilitato per l'apposizione del visto di conformità, documentazione che può essere richiesta in sede di controllo documentale.

(Vedi circolare n. 7 del 2018)

Riconducibilità degli interventi di demolizione e ricostruzione tra gli interventi relativi alla adozione di misure antisismiche per le quali è possibile fruire della detrazione di imposta


Gli interventi consistenti nella demolizione e ricostruzione di edifici adibiti ad abitazioni private o ad attività produttive possono fruire della detrazione di imposta ai sensi dell'art. 16 del Decreto Legge 4 giugno 2013 n. 63, sempreché concretizzino un intervento di ristrutturazione edilizia e non un intervento di nuova costruzione. Lo ha chiarito l'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 34/E del 27 aprile 2018. Dunque nel caso esaminato affinché l'intervento di demolizione e ricostruzione di un edificio possa fruire della detrazione d'imposta è necessario che dal titolo amministrativo che autorizza i lavori risulti che l'opera consista in un intervento di conservazione del patrimonio edilizio esistente e non in un intervento di nuova costruzione. Il documento di prassi amministrativa risponde anche ad un altro quesito specificando che per fruire della detrazione è necessario essere titolari del diritto di proprietà sull'immobile o di un diritto reale. La detrazione è ripartita in funzione della spesa effettivamente sostenuta da ciascun soggetto partecipante. A tal fine è opportuno che i documenti di spesa riportino il nominativo di chi ha sostenuto i costi con l'indicazione della relativa percentuale. Da ultimo l'Amministrazione precisa che per la demolizione con fedele ricostruzione si applica l'aliquota Iva agevolata prevista per gli interventi di ristrutturazione, vale a dire l'aliquota del 10%, a patto che le opere siano qualificate come tali dalla documentazione amministrativa che acconsente i lavori.

(Vedi risoluzione n. 34 del 2018)

Novità in tema fatturazione e pagamento delle cessioni di carburanti


La legge di Bilancio 2018 ha previsto che dal prossimo 1°luglio per le cessioni di benzina e gasolio destinate ad essere usate per motori per uso autotrazione diventa obbligatoria la fatturazione elettronica. L'obbligo si estende anche agli appalti pubblici ma limitatamente ai rapporti diretti tra il soggetto titolare del contratto e la Pa nonché tra il primo e coloro di cui egli si avvale, con esclusione dei passaggi successivi. A partire dal 1°gennaio 2019 la fattura elettronica si estenderà a tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate da partite Iva. Per quanto concerne i carburanti, sono state introdotte specifiche regole in base alle quali la deducibilità dei costi d'acquisto e la detraibilità dell'Iva sono vincolate all'utilizzo di particolari mezzi di pagamento definiti con il provvedimento del 4 aprile 2018. Con la circolare n. 8/E del 30 aprile 2018 l'Agenzia delle Entrate precisa che l'obbligo di documentare con fattura elettronica la cessione di carburanti interessa solo i motori da autotrazione. Ciò significa che restano fuori le cessioni di benzina per motori di gruppi elettrogeni, impianti di riscaldamento, e attrezzi vari. Dalla fattura non dovrà necessariamente comparire il numero di targa o il modello del veicolo rifornito. Dovrà essere elettronica la fattura cumulativa che contiene più o operazioni anche se non tutte soggette all'obbligo di emissione online. Sarà possibile ricorrere alla fatturazione differita anche per le cessioni di carburanti, a patto che al momento della cessione venga consegnato all'acquirente un documento, analogico o elettronico, che contenga la data della cessione, le generalità del cedente, del cessionario e dell'eventuale trasportatore nonché la descrizione della natura, quantità e qualità dei beni ceduti.
Per facilitare la predisposizione, trasmissione e conservazione delle fatture l'Agenzia delle Entrate affiancherà gli operatori con una serie di servizi in rete. Chi aderisce al sistema Sdi vedrà conservati gratuitamente dall'Amministrazione finanziaria i documenti fiscali emessi. La circolare sottolinea che per la deducibilità ai fini delle imposte dirette e la detraibilità Iva l'acquisto deve avvenire con strumenti di pagamento tracciabili.
E' sempre riconosciuto il credito d'imposta previsto dalla legge di Bilancio 2018 a favore degli esercenti di impianti di distribuzione di carburanti per le transazioni effettuate a partire dal 1°luglio 2018 con carte di debito, di credito o prepagate.
Non saranno sanzionati gli errori relativi alle modalità di fatturazione utilizzate fino a tutto il 2018 per carte e buoni carburante.


(Vedi circolare n. 8 del 2018)

Istituzione della causale contributo per la riscossione dei contributi da destinare al finanziamento dell'Ente Bilaterale Nazionale Settore Privato


Con la risoluzione n. 29/E del 19 aprile 2018 l'Agenzia delle Entrate ha istituito la causale contributo 'EBSP' per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento dell'Ente Bilaterale Nazionale Settore Privato 'E.BI.NA.S.P.'

(Vedi risoluzione n. 29 del 2018)

Istituzione della causale contributo per la riscossione dei contributi da destinare al finanziamento dell'Ente Bilaterale Generale della Sicurezza e del Terziario


L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 30/E del 19 aprile 2018, ha istituito la causale contributo 'EBIG' per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento dell'Ente Bilaterale Generale della Sicurezza e del Terziario 'EBIGEST'.

(Vedi risoluzione n. 30 del 2018)

Contratti di locazione ad uso abitativo a canone concordato – attestazioni - trattamento ai fini dell'imposta di registro e di bollo


Con la risoluzione n. 31/E del 20 aprile 2018 l'Agenzia delle Entrate risponde ad un interpello di un'organizzazione sindacale che ha chiesto di conoscere se, in relazione ai contratti di locazione non assistiti, l'attestazione debba ritenersi obbligatoria al fine di poter godere delle agevolazioni fiscali previste per tali tipologie di contratti. L'istante ha inoltre espresso la necessità di conoscere se l'attestazione rilasciata debba essere allegata al contratto di locazione, in sede di registrazione e, in caso di risposta affermativa, se la stessa debba essere assoggettata ad imposta di bollo. Per i contratti di locazione a canone concordato 'non assistiti', l'attestazione rilasciata dalle organizzazioni firmatarie dell'accordo esplica i suoi effetti anche ai fini del riconoscimento delle agevolazioni fiscali. Dunque, l'acquisizione dell'attestazione è necessaria per il riconoscimento delle agevolazioni. Per quanto attiene al quesito relativo alla necessità di produrre detta attestazione in allegato al contratto di locazione, l'allegazione non è obbligatoria, ma appare opportuna al fine di documentare la sussistenza dei requisiti, laddove il contribuente chieda di fruire dell'agevolazione ai fini dell'imposta di registro. In sede di registrazione del contratto di locazione l'ufficio delle Entrate provvederà alla registrazione anche dell'attestato senza autonoma applicazione dell'imposta di registro. Considerato che l'attestazione è necessaria per certificare la rispondenza del contenuto economico e normativo del contratto all'accordo, anche con riguardo al riconoscimento delle agevolazioni fiscali, deve ritenersi che per il rilascio della predetta attestazione non debba essere applicata l'imposta di bollo.

(Vedi risoluzione n. 31 del 2018)

Trattamento fiscale dei corrispettivi ricevuti a seguito di costituzione e cessione di diritto reale di superficie


L'Agenzia delle Entrate ha dedicato la circolare n. 6/E del 20 aprile 2018 al trattamento fiscale dei corrispettivi percepiti a seguito di costituzione e cessione di diritto reale di superficie. I nuovi chiarimenti superano quelli forniti nel 2013 con la circolare n. 36/E/2013 e si adeguano all'orientamento della Corte di cassazione in materia di regime tributario applicabile alle plusvalenze derivanti dalla cessione del diritto di superficie su un terreno agricolo di proprietà di una persona fisica. Alle plusvalenze derivanti da cessioni a titolo oneroso di terreni e aree fabbricabili si rendono applicabili gli articoli 67 e 68 del Tuir. Per la persona fisica, il corrispettivo derivante dalla cessione del diritto di superficie costituisce redito diverso, qualora si tratti di area fabbricabile e sarà tassata la differenza tra il costo, rivalutato e maggiorato delle spese, ed il prezzo di vendita. In caso di terreno agricolo, invece, nessuna tassazione è applicabile, salvo che non siano trascorsi almeno 5 anni dall'acquisto. Contrariamente a quanto affermato con la circolare n. 36/E/2013, il reddito afferente tale corrispettivo non può essere inquadrato tra i redditi diversi ed in particolare tra quelli derivanti dall'assunzione di obblighi di permettere in quanto i redditi determinati dall'assunzione di obblighi vanno ricollegati a diritti personali piuttosto che a diritti reali. E nel caso di diritto di superficie si è indiscutibilmente in presenza di diritti reali. Considerato che la costituzione del diritto di superficie genera una plusvalenza, qualora il terreno agricolo sia posseduto da meno di 5 anni e in ogni caso per le aree fabbricabili, occorre individuare le modalità di determinazione della stessa. Nel caso di cessione del diritto di superficie acquistato da meno di 5 anni, la plusvalenza sarà costituita dalla differenza tra il corrispettivo percepito nel periodo di imposta e il costo di acquisto del diritto stesso. Nel caso in cui il diritto reale di superficie sia concesso senza un precedente acquisto a titolo oneroso, la plusvalenza sarà determinata individuando il 'prezzo di acquisto' originario del diritto secondo un criterio di tipo proporzionale, fondato sul rapporto tra il valore complessivo attuale del terreno agricolo o dell'area fabbricabile e il corrispettivo percepito per la costituzione del diritto di superficie, da applicare al costo originario di acquisto del terreno.

(Vedi circolare n. 6 del 2018)

Istituzione della causale contributo per la riscossione dei contributi da destinare al finanziamento del Fondo Integrativo del Servizio Sanitario Nazionale 'ASSICURMED'


Con la risoluzione n. 32/E del 23 aprile 2018 l'Agenzia delle Entrate ha istituito la causale contributo 'ASSI' denominata 'Fondo Integrativo del Servizio Sanitario Nazionale – ASSICURMED' per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi per il finanziamento del fondo stesso.

(Vedi risoluzione n. 32 del 2018)

Inps – Soppressione della causale contributo 'EBII'


Con la risoluzione n. 33/E del 23 aprile 2018 l'Agenzia delle Entrate sopprime la causale contributo 'EBII' istituita nel 2015 per consentire il versamento dei contributi a favore dell'Ente Bilaterale Imprenditoria Ittica. La soppressione decorre a partire dal 7 maggio 2018.

(Vedi risoluzione n. 33 del 2018)