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Novità fiscali

Crediti d'imposta in favore delle imprese per l'acquisto di energia elettrica e gas naturale


PREMESSA



Con i decreti legge Aiuti, Aiuti-bis, Aiuti-ter e Aiuti-quater sono state emanate misure per contenere l'aumento dei costi di gas naturale ed energia elettrica e per contrastare gli effetti economici legati alla guerra in Ucraina.



In particolare sono state previste disposizioni in favore delle imprese per l'acquisto di luce e gas. Con i decreti citati sono stati di fatto prorogate le agevolazioni già previste dal decreto Sostegni-ter, dal decreto Energia e dal decreto Ucraina.



L'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 36/E del 29 novembre 2022, fornisce ulteriori chiarimenti in merito all'ambito applicativo e alla disciplina dei crediti d'imposta previsti a sostegno delle imprese particolarmente danneggiate dall'aumento dei costi energetici.



Il documento di prassi amministrativa risponde, inoltre, a taluni quesiti pervenuti all'Amministrazione finanziaria in merito all'ambito applicativo delle anzidette misure.



CREDITI D'IMPOSTA RELATIVI AL TERZO TRIMESTRE 2022



Il decreto legge Aiuti-bis ha riconosciuto contributi straordinari attribuiti nella forma di crediti d'imposta alle imprese per l'acquisto di gas naturale ed energia elettrica. Nello specifico si tratta di:


  • un credito d'imposta del 25% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed utilizzata nel terzo trimestre 2022, alle imprese a forte consumo di energia elettrica, i cui costi medi, calcolati sulla base del secondo trimestre 2022, hanno subìto un incremento maggiore del 30% rispetto al medesimo periodo del 2019.

  • un credito d'imposta del 25% delle spese sostenute per l'acquisto di gas naturale, consumato nel terzo trimestre 2022 per usi energetici diversi da quelli termoelettrici, a favore delle imprese a forte consumo di gas naturale, a condizione che il prezzo di quest'ultimo. determinato come media dei prezzi di riferimento pubblicati dal Gestore dei mercati energetici, abbia subìto nel secondo trimestre 2022 un incremento maggiore del 30% rispetto al medesimo periodo del 2019.

  • un credito d'imposta, pari al 15% della spesa sostenuta per l'acquisto della componente energetica effettivamente utilizzata nel terzo trimestre 2022, a favore delle imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza pari o superiore a 16,5 kW, diverse dalle imprese a forte consumo di energia elettrica, sempre che il prezzo abbia subìto nel secondo trimestre 2022 un incremento del costo per kWh superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell'anno 2019.

  • un credito d'imposta, pari al 25% della spesa sostenuta per l'acquisto del gas naturale, consumato nel terzo trimestre 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici, in favore delle imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale, a condizione che il prezzo del gas naturale abbia subìto un incremento, nel secondo trimestre 2022, maggiore del 30% rispetto al medesimo periodo del 2019.



Beneficiarie dei crediti in parola sono le imprese che sostengono i costi per l'acquisto di luce e gas. I crediti d'imposta sono riservati alle imprese residenti che, indipendentemente dalla forma giuridica, dalle dimensioni e dal regime contabile adottato, rispettano le condizioni previste. Ammesse all'agevolazione sia le imprese commerciali che agricole.



In assenza di un'esplicita esclusione, possono beneficiare del credito in parola sia gli enti commerciali che non commerciali e le Onlus. Con riferimento agli enti non commerciali e alle Onlus, il credito d'imposta spetta solo in relazione alle spese per l'energia elettrica e il gas naturale utilizzati nell'ambito dell'attività commerciale eventualmente esercitata. A tal fine, qualora l'ente non sia dotato di contatori separati per i locali adibiti all'esercizio di attività commerciale rispetto a quelli utilizzati per lo svolgimento di attività istituzionale non commerciale, lo stesso è tenuto ad individuare criteri oggettivi e coerenti con la natura dei beni acquistati, che consentano una corretta imputazione delle spese.



In base al decreto Aiuti-quater, i crediti d'imposta in esame sono utilizzabili entro il 30 giugno 2023, esclusivamente in compensazione. Ciò a differenza dei corrispondenti crediti d'imposta relativi al primo e al secondo trimestre 2022, utilizzabili entro il 31 dicembre 2022.

Per consentire l'utilizzo in compensazione, l'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 49/E/2022, ha istituito i seguenti codici tributo:


  • '6968' denominato 'credito d'imposta a favore delle imprese energivore (terzo trimestre 2022);

  • '6969' denominato 'credito d'imposta a favore delle imprese a forte consumo gas naturale (terzo trimestre 2022);

  • '6970' denominato 'credito d'imposta a favore delle imprese non energivore (terzo trimestre 2022);

  • '6971' denominato 'credito d'imposta a favore delle imprese diverse da quelle a forte consumo gas naturale (terzo trimestre 2022).



È bene ricordare che i crediti d'imposta non possono essere chiesti a rimborso e non sono soggetti ai limiti annui per l'utilizzo in compensazione. Inoltre, non concorrono alla formazione del reddito d'impresa né della base imponibile Irap. Sono poi cumulabili con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a patto che tale cumulo non determini il superamento del costo sostenuto.



I crediti d'imposta in commento sono cedibili per intero dalle imprese beneficiarie ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari, senza facoltà di successiva cessione. È possibile effettuare due ulteriori cessioni, successive alla prima, ma solo a favore di banche, società appartenenti a gruppo bancario e imprese di assicurazione che operano in Italia.



Per consentire la cessione dei crediti d'imposta l'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 59/E/2022, ha istituito i codici tributo '7728', '7729', '7730' e '7731'.



In caso di cessione del credito d'imposta, le imprese beneficiarie sono tenute a richiedere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto ai crediti d'imposta oggetto di cessione.



Il credito d'imposta è usufruito dal cessionario con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente e comunque entro la data del 30 giugno 2023.



Con il provvedimento direttoriale dello scorso 6 ottobre è stato disposto che la cessione dei crediti d'imposta relativi al terzo trimestre 2022 deve essere oggetto di apposita comunicazione.



CREDITI D'IMPOSTA RELATIVI AL QUARTO TRIMESTRE 2022



Il decreto Aiuti-ter ha riconosciuto:


  • un credito d'imposta del 40% delle spese sostenute per la componente energetica, acquisita ed utilizzata nei mesi di ottobre e novembre 2022, alle imprese a forte consumo di energia elettrica, i cui costi medi, calcolati sulla base del terzo trimestre 2022, hanno subìto un incremento maggiore del 30% sul medesimo periodo del 2019;

  • un credito d'imposta del 40% delle spese sostenute per l'acquisto di gas naturale, consumato nei mesi di ottobre e novembre 2022, per usi energetici diversi da quelli termoelettrici, a favore delle imprese a forte consumo di gas naturale, a condizione che il prezzo di quest'ultimo abbia subìto nel terzo trimestre 2022 un incremento maggiore del 30% sul medesimo periodo del 2019;

  • un credito d'imposta pari al 30% della spesa sostenuta per l'acquisto della componente energetica, acquistata ed utilizzata nei mesi di ottobre e novembre 2022, a favore di imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 4,5 kW, corrispondente a una potenza impegnata di circa 4 kW, diverse dalle imprese a forte consumo di energia elettrica, sempre che il prezzo abbia subìto nel terzo trimestre 2022 un incremento del costo per kWh superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell'anno 2019;

  • un credito d'imposta, pari al 40% della spesa sostenuta per l'acquisto del gas naturale, consumato nei mesi di ottobre e novembre 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici, in favore di imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale, a condizione che il prezzo del gas naturale abbia subìto un incremento, nel terzo trimestre 2022, maggiore del 30% sul medesimo periodo del 2019.



Il decreto Aiuti-quater ha riconosciuto i medesimi crediti d'imposta per l'acquisto di gas naturale ed energia elettrica sopra descritti, alle stesse condizioni, anche in relazione alla spesa sostenuta nel mese di dicembre 2022.



CALCOLO SEMPLIFICATO RELATIVO AI CREDITI D'IMPOSTA RICONOSCIUTI IN FAVORE DELLE IMPRESE 'NON ENERGIVORE' E DI QUELLE 'NON GASIVORE'



Nei confronti delle imprese dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 16,5 kW, diverse dalle imprese a forte consumo di energia elettrica il decreto Aiuti riconosce un credito d'imposta, pari al 15% della spesa sostenute per l'acquisto della componente energetica, effettivamente utilizzata nel secondo trimestre dell'anno 2022. Nei confronti delle imprese diverse da quelle a forte consumo di gas naturale è riconosciuto, invece, un credito d'imposta, pari al 25% della spesa sostenuta per l'acquisto del medesimo gas, consumato nel secondo trimestre solare dell'anno 2022, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici.



Si ricorda che le imprese di cui sopra possono usufruire dei crediti d'imposta descritti a condizione che: il prezzo della componente energetica, calcolato sulla base della media riferita al primo trimestre 2022 e al netto delle imposte e di eventuali sussidi, abbia subìto un incremento del costo per kWh superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell'anno 2019. È necessario, inoltre, che il prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media, riferita al primo trimestre 2022, abbia subìto un incremento superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell'anno 2019.



Il decreto Aiuti ha introdotto una modalità di calcolo semplificato della sussistenza delle condizioni di accesso al credito d'imposta, nonché dell'ammontare dello stesso. Qualora l'impresa destinataria del contributo si rifornisca, nei primi due trimestri 2022, di energia elettrica o di gas naturale dallo stesso venditore da cui si riforniva nel primo trimestre 2019, il venditore, entro 60 giorni dalla scadenza del periodo per il quale spetta il credito d'imposta, deve inviare al proprio cliente, su sua richiesta, una comunicazione nella quale è riportato il calcolo dell'incremento di costo della componente energetica o del prezzo del gas naturale e l'ammontare del credito d'imposta spettante per il secondo trimestre dell'anno 2022.



Come chiarito dall'ARERA, considerato che il decreto Aiuti non ha stabilito uno specifico termine entro il quale, a pena di decadenza, l'impresa interessata ha diritto di chiedere le informazioni previste al proprio venditore e che il termine per la comunicazione da parte del venditore deve ritenersi posto a tutela delle esigenze dell'impresa di poter disporre tempestivamente delle informazioni per utilizzare il credito d'imposta 'i venditori sono tenuti, con la dovuta diligenza, alla comunicazione ai sensi del DL Aiuti anche qualora la richiesta da parte dell'impresa sia avvenuta posteriormente' ai 60 giorni normativamente previsti.



La circolare precisa che:


  • qualora l'impresa abbia nella propria titolarità punti di prelievo dell'energia elettrica ulteriori rispetto a quelli considerati nei conteggi comunicati, questi ultimi non sono sufficienti a determinare la sussistenza del requisito richiesto per accedere al credito d'imposta per l'acquisto di energia elettrica; ciò in quanto la spettanza del credito è calcolata tenendo conto di tutti i punti di prelievo nella titolarità dell'impresa. È, pertanto, necessario per l'impresa effettuare un nuovo calcolo che tenga conto anche degli ulteriori punti di prelievo, al fine di verificare la sussistenza del presupposto di legge. In caso di esito positivo, gli ulteriori punti di prelievo di energia elettrica possono essere considerati ai fini della determinazione del credito d'imposta;

  • qualora l'impresa abbia nella propria titolarità punti di riconsegna del gas naturale ulteriori rispetto a quelli considerati nei conteggi comunicati, questi possono essere considerati ai fini della quantificazione del credito d'imposta spettante.



In caso di accertata insussistenza dei presupposti per l'attribuzione del beneficio fiscale e in caso di utilizzo del credito d'imposta in misura eccedente rispetto a quanto spettante il contribuente 'fruitore' è responsabile sotto il profilo fiscale.



La possibilità di richiedere il calcolo semplificato previsto dal decreto Aiuti-bis, relativamente ai crediti d'imposta spettanti per il terzo trimestre 2022, è disciplinata dal decreto Aiuti-ter con riferimento ai crediti d'imposta per i mesi di ottobre e novembre 2022. La stessa possibilità vale anche per i crediti d'imposta per il mese di dicembre 2022, in forza del decreto Aiuti-quater.



COMUNICAZIONE RELATIVA AI CREDITI D'IMPOSTA MATURATI NELL'ESERCIZIO 2022



Come stabilito dal decreto Aiuti-quater, i beneficiari dei crediti d'imposta per l'acquisto di energia elettrica e gas naturale relativi al terzo trimestre 2022 nonché relativi al quarto trimestre 2022 sono tenuti a comunicare, entro il 16 marzo 2023, all'Agenzia delle Entrate, l'importo del credito maturato nell'esercizio 2022.



Il documento di prassi amministrativa fornisce poi risposte ad una serie di quesiti sui crediti d'imposta per l'acquisto di energia elettrica e gas naturale. Per la conoscenza delle domande formulate e le risposte rese rimandiamo alla circolare.



(Vedi circolare n. 36 del 2022)

Istituzione del codice tributo per l'utilizzo in compensazione del credito d'imposta riconosciuto alle erogazioni liberali in denaro effettuate in favore delle fondazioni ITS Academy


L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 68/E del 18 novembre 2022, ha istituito il codice tributo '6992' per consentire ai beneficiari l'utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d'imposta di cui all'articolo 4, comma 6, della legge n. 99/2022, riconosciuto per le erogazioni liberali in denaro effettuate in favore delle fondazioni ITS Academy.



Il credito d'imposta in parola è utilizzabile in 3 quote annuali di pari importo a partire dalla dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta nel corso del quale è effettuata l'elargizione, ovvero in compensazione ai sensi dell'art. 17 del Dlgs n. 241. Per i soggetti titolari di reddito d'impresa, ferma restando la ripartizione in 3 quote annuali di pari importo, il credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione.



Ai fini dell'utilizzo in compensazione, il mod. F24 è presentato esclusivamente tramite i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto dell'operazione di versamento.


(Vedi risoluzione n. 68 del 2022)

Trattamento fiscale dei compensi conseguiti dall'agente sportivo


Alla luce della nuova disciplina riguardante la figura dell'agente sportivo, un'Associazione chiede di conoscere la corretta qualificazione fiscale e il conseguente regime fiscale applicabile ai compensi corrisposti agli agenti sportivi, regolarmente iscritti ai Registri nazionale Coni e federale in base ai rispettivi Regolamenti, che svolgano l'attività in modo non occasionale, anche ai fini dell'eventuale applicabilità delle ritenute.



Il decreto legislativo 28 febbraio 2021 n. 37 regolamenta l'attività dell'agente sportivo che è il soggetto il quale, in esecuzione di un contratto di mandato sportivo, mette in contatto due o più soggetti operanti nell'ambito di una disciplina sportiva riconosciuta dal Coni. L'agente sportivo deve essere iscritto al Registro nazionale degli agenti sportivi, previo superamento di un esame di abilitazione diretto ad accertarne l'idoneità.



Il contratto di mandato sportivo va redatto per iscritto a pena di nullità e deve contenere un termine di durata non superiore a due anni. Tale contratto può essere stipulato dall'agente sportivo con non più di due soggetti da lui assistiti e può contenere una clausola di esclusiva in favore dell'agente sportivo, in assenza della quale si intende a titolo non esclusivo.



Il contratto di mandato sportivo stipulato da un soggetto non iscritto al Registro nazionale degli agenti sportivi è nullo. Inoltre, l'esercizio abusivo della professione è punito ai sensi dell'articolo 348 del Codice penale.



L'agente sportivo è tenuto ad esercitare il proprio incarico nel rispetto dei principi di lealtà, probità, dignità, diligenza, competenza, corretta e leale concorrenza, con autonomia, trasparenza e indipendenza, osservando il Codice etico e le norme formulate dal Coni dal Cip e dall'ordinamento sportivo internazionale e nazionale.



I compensi conseguiti dall'agente sportivo sono stabiliti dalle parti in misura forfettaria o in termini percentuali sul valore della transazione, in caso di trasferimento di una prestazione sportiva, oppure sulla retribuzione lorda complessiva del lavoratore sportivo risultante dal relativo contratto di lavoro sportivo sottoscritto con l'assistenza dell'agente sportivo.



L'attività di agente sportivo può essere svolta anche in forma societaria nel rispetto di una serie di condizioni tra cui una prevede che la maggioranza assoluta delle quote della società deve essere detenuta da soggetti iscritti nel Registro degli agenti sportivi.



L'articolo 3 del decreto legislativo n. 37/2021 afferma che l'agente sportivo fornisce 'servizi professionali di assistenza, consulenza e mediazione'. Ciò significa che nell'esercizio della sua attività l'agente sportivo deve attingere a specifiche competenze professionali, riguardanti lo speciale settore dell'ordinamento giuridico sportivo.



In merito ai redditi conseguiti dall'agente sportivo l'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 69/E del 21 novembre 2022, chiarisce che gli stessi rientrano nella categoria dei redditi di lavoro autonomo e ove erogati da un soggetto che rivesta la qualifica di sostituto d'imposta, saranno assoggettati alle ritenute alla fonte a titolo di acconto.



Nell'ipotesi in cui l'attività di agente sportivo sia svolta in forma societaria, i redditi prodotti costituiranno redditi d'impresa se il modello societario prescelto è di tipo commerciale. In questi casi, infatti, ai fini della qualificazione del reddito prodotto dalla società di agenti sportivi, non assumerà rilevanza l'esercizio dell'attività professionale, ma il fatto di operare in una veste giuridica societaria di tipo commerciale.



Conseguentemente, in queste ipotesi, i redditi prodotti dalla società di agenti sportivi, in quanto redditi di impresa, non saranno assoggettati alle ritenute d'acconto.



(Vedi risoluzione n. 69 del 2022)

Istituzione del codice tributo per l'utilizzo del credito d'imposta per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture ricettive turistico-alberghiere, agrituristiche, termali e all'aria aperta


Il decreto legge n. 104/2020 (decreto 'Agosto') ha riconosciuto, a favore delle strutture ricettive turistico-alberghiere, agrituristiche, termali e all'aria aperta il credito d'imposta per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture stesse, nella misura del 65%, per i due periodi d'imposta successivi a quello in corso alla data del 31 dicembre 2019. Tale credito d'imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione.



Il Ministero del Turismo, con il decreto del 17 marzo scorso, ha stabilito le disposizioni attuative del predetto credito d'imposta. Ai fini della sua fruizione il decreto prevede che il mod. F24 va presentato esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate, pena lo scarto dell'operazione di versamento.



Al Ministero del Turismo spetta il compito di comunicare telematicamente alle Entrate l'elenco delle strutture ammesse a fruire dell'agevolazione e l'importo del credito concesso, nonché eventuali variazioni e revoche.



Ciascun beneficiario ha la possibilità di visualizzare l'ammontare dell'agevolazione fruibile in compensazione dal proprio cassetto fiscale.



Per consentire l'utilizzo in compensazione della suddetta agevolazione, tramite modello F24, l'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 70/E del 23 novembre 2022, ha istituito il codice tributo '6991' denominato 'credito d'imposta a favore delle strutture ricettive turistico-alberghiere, agrituristiche, termali e all'aria aperta - art. 79 del decreto legge n. 104/2022'.



(Vedi risoluzione n. 70 del 2022)

Istituzione del codice tributo per l'utilizzo del credito d'imposta per l'acquisto di gasolio per l'esercizio delle attività di trasporto


Il decreto legge n. 50 del 17 maggio scorso prevede che alle imprese aventi sede legale o stabile organizzazione in Italia esercenti le attività di trasporto indicate all'art. 24-ter, comma 2, lettera a) sia riconosciuto un contributo straordinario, sotto forma di credito di imposta, nella misura del 28% della spesa sostenuta nel primo trimestre dell'anno per l'acquisto del gasolio.



Tale credito d'imposta deve essere utilizzato esclusivamente in compensazione presentando il mod. F24 unicamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate.



Il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile è tenuto a trasmettere telematicamente alle Entrate l'elenco delle imprese ammesse a fruire dell'agevolazione e l'importo del credito concesso, nonché le eventuali variazioni e revoche anche parziali.



Ogni beneficiario può visualizzare l'ammontare delle agevolazioni fruibili in compensazione tramite il proprio cassetto fiscale.



Per consentire l'utilizzo in compensazione della suddetta agevolazione, l'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 65/E del 9 novembre 2022, ha istituito il codice tributo '6989' denominato 'credito d'imposta per l'acquisto di gasolio per l'esercizio delle attività di trasporto - art. 3 del decreto legge n. 50/2022'.



(Vedi risoluzione n. 65 del 2022)

Istituzione dei codici tributo per il versamento degli importi dovuti a titolo di accisa e di altre imposizioni indirette a seguito di attività di accertamento


L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 66/E del 15 novembre 2022, ha istituito i codici tributo per il versamento, tramite modello F24 Accise, degli importi dovuti a titolo di accisa e di altre imposizioni indirette a seguito di attività di accertamento.



L'Amministrazione finanziaria, in una tabella allegata, riepiloga i codici tributo già esistenti riferiti ai versamenti spontanei e ai versamenti a seguito dell'attività di reclamo e mediazione. Al solo scopo di aggiornare alla normativa esistente la descrizione di alcuni di essi, opportunamente evidenziati in grassetto, ne viene variata la denominazione.



(Vedi risoluzione n. 66 del 2022)

Trattamento fiscale ai fini Irpef delle somme a titolo di rimborso forfettario delle spese necessarie per l'espletamento dell'incarico di 'Navigator'


I c.d. 'navigator', ossia coloro che svolgono attività di assistenza tecnica presso i Centri per l'impiego al fine di facilitare l'incontro tra beneficiari del reddito di cittadinanza e datori di lavoro, chiedono di conoscere il trattamento fiscale da riservare alle somme ricevute a titolo di rimborso forfettario delle spese sostenute per l'espletamento della predetta attività.



Oltre al compenso, per l'incarico di collaborazione è prevista la corresponsione di una somma, pari a 300 euro lordi mensili onnicomprensivi, a titolo di 'rimborso forfettario' delle spese necessarie per l'espletamento dell'incarico. Ci riferiamo alle spese di viaggio, vitto, alloggio ecc..



In relazione al 'rimborso forfettario' i navigator chiedono se lo stesso rientri tra le indennità percepite per le trasferte di cui all'art. 51, comma 5, del Tuir.



In base al principio di onnicomprensività gli emolumenti in denaro e i valori corrispondenti ai beni, ai servizi ed alle opere offerti dal datore di lavoro, costituiscono redditi imponibili e, in quanto, tali concorrono alla determinazione del reddito di lavoro dipendente. Pertanto, anche i compensi derivanti dall'attività di collaborazione coordinata e continuativa (come quella dei navigator ) sono determinati in base al principio di onnicomprensività.



Ne deriva che tutte le somme corrisposte, anche a titolo di rimborso spese, al lavoratore in ragione del suo status di dipendente o assimilato costituiscono, per quest'ultimo, reddito di lavoro dipendente o assimilato.



Fanno eccezione alcune voci come le indennità di trasferta erogate al lavoratore per prestazioni 'fuori dalla sede di lavoro' e i rimborsi di spese sostenute in occasione di dette trasferte.



L'incarico di collaborazione dei c.d. navigator ha ad oggetto 'attività di assistenza tecnica alle Regioni per la valorizzazione delle politiche attive regionali e il rafforzamento del ruolo di regia dei Centri per l'impiego nella gestione dei beneficiari del reddito di cittadinanza'.



In base al contratto, il luogo di svolgimento della prestazione lavorativa dei navigator è costituito dall'intero territorio provinciale. Pertanto, gli spostamenti di questi ultimi all'interno della provincia di riferimento non presentano i requisiti per essere qualificati come trasferte, non configurandosi in dette ipotesi l'esecuzione di una prestazione al di fuori della sede naturale di lavoro.



Non ricorrono, pertanto, i presupposti per l'applicazione del trattamento fiscale delle indennità di trasferta sulla somma forfettariamente corrisposta.



(Vedi risoluzione n. 67 del 2022)